Salta direttamente al contenuto
Liutprand - Associazione Culturale

Liutprand - Associazione Culturale

Articoli

di Ross Perfect

IL PETROGLIFO DELL'ISOLA DI PITCAIRN

Eclissi e tracce d'antichi viaggiatori per gli Oceani?

Il petroglifo dell’Isola di Pitcairn è posto alla base d’una parete rocciosa in una baia nota come “Down Rope”, all’estremità orientale dell’isola. I disegni che vi appaiono sono stati oggetto di numerosi studi durante il secolo appena trascorso, ma non sono mai stati pienamente interpretati. Essi furono scoperti dai coloni della nave Bounty nel 1790, insieme ad altri oggetti dell’artigianato locale, e perciò sono ritenuti opera di Polinesiani. Tuttavia, se il petroglifo è osservato da una prospettiva greco–egiziana, esso racconta una nuova storia.

Nella foto e nello schizzo che la schematizza vediamo l’intera raffigurazione dei graffiti. Esse sono state fornite dalla Commissione artistica dell’isola e compare nella pubblicazione “Notes for Visitors to Pitcairn Island”. Nella foto, i graffiti sono evidenziati con il gesso.

Nella sua decifrazione, ho estratto ciascuna sezione del petroglifo e ne ho fornito un’accurata spiegazione. Le sezioni sono poste in modo da offrire una lettura dell’insieme da destra a sinistra e dall’alto verso il basso.

La parte a destra in alto appare come una scritta, fatta di consonanti e puntini per indicare le vocali. Seguendo il metodo sviluppato da Barry Fell, e leggendo in senso anti–orario dall’alto, questa parte si decifra come segue: “Phengare (la Luna, in Greco) eklei-ekleipo (è eclissata)”.

Nella terza sezione, in alto, appaiono tre globi celesti: la Luna, la Terra e il Sole, allineati nel momento dell’eclisse lunare, in modo che il Sole proietti sulla Luna l’ombra della Terra. Una linea parte in basso a destra, dal Sole, tocca la Terra e poi la Luna, e mostra che il Sole si avvicina al solstizio d’estate. Ciò indica, nell’emisfero meridionale, che l’eclisse è accaduta verso dicembre.

Nella parte successiva, al centro del petroglifo, la stella a cinque punte è simbolo d’un re o faraone. Sotto, compaiono i numeri greci 10 e 6, che indicano il sedicesimo anno di regno (l’autore di questo articolo, così come Fell ed altri, ipotizzino si tratti del regno del monarca greco–alessandrino Tolomeo III).

Due sagome emisferiche in alto a sinistra raffigurano la Luna vicina all’eclisse. All’estrema sinistra appare una raffigurazione simbolica della costellazione dei Gemelli. Durante l’eclisse, che dovette durare circa sei ore, la Luna dunque si trovava nella costellazione dei Gemelli.

La porzione centrale mostra un omino che ringrazia Dio per aver visto l’eclisse lunare, dopo aver viaggiato per mezzo mondo. Dietro l’omino è tracciata una clessidra, per stabilire l’intervallo di tempo tra il tempo del mezzogiorno locale e l’ora dell’eclisse lunare. Si tratta di uno schema che può aiutare a determinare la longitudine.

L’animale stilizzato a sinistra dell’omino potrebbe raffigurare il suo totem, o emblema, ed è un uccello. Secondo Barry Fell, i viaggiatori si chiamavano “il popolo di Manu” e Manu è un termine comune, nelle lingue del Pacifico, per dire “animale”, e più particolarmente “uccello”.

Una copia dei geroglifici egizi della Tomba di Osiride mostra l’ampio uso di stelle a cinque punte, come indicazione per il “monarca”, unita al suo nome. L’occupazione greca dell’Egitto, dopo Alessandro Magno (323 a.C.), fu un periodo di grande ricchezza e sviluppo culturale. Sotto i regni di Tolomeo II e Tolomeo III, la Biblioteca di Alessandria, diretta da Eratostene, divenne il centro culturale dell’intero Mediterraneo. Vi furono progressi in tutte le scienze, e in particolare nell’astronomia.

Tolomeo III Evergete salì al trono nel 247 a.C. e regnò col padre, Tolomeo II Filadelfo, sino alla morte di questi nel 245 a.C. Il nuovo anno egiziano cominciava il primo del mese di Toth (23 ottobre del 247 a.C.) e sarebbe stato l’inizio del secondo anno di regno di Tolomeo III, per cui il suo sedicesimo anno corrisponderebbe all’osservazione dall’isola di Pitcairn dell’eclisse di luna del 14 dicembre 233 a.C.

Sappiamo che gli antichi Greci osservavano con cura le eclissi. Talete, al quale è attribuita la prima previsione di un’eclisse solare nel 585 a.C., calcolò che Sole, Terra e Luna, ritornavano nella stessa posizione ogni 18 anni e 11 giorni, il cosiddetto “ciclo di Saros”. Si sapeva che l’eclisse di Luna consentiva un accurato calcolo della longitudine, se si definitva il preciso momento dell’osservazione da diversi luoghi.

Un primo tentativo in tal senso fu compiuto tra Cartagine e Arbela (Medio Oriente), in occasione dell’eclisse lunare del 20 settembre 331 a.C. I diversi orari di osservazione dell’oscuramento lunare consentirono di determinare la differenza in longitudine tra le due città.

La rappresentazione astronomica della costellazione dei Gemelli, come si vede nell’emisfero Nord, appare a sinistra. Le due stelle più luminose, alfa (Castore) e beta (Polluce), erano le divinità salvatrici per i marinai greci.

La parte a destra del disegno mostra il cielo di nord–est, come è visto nell’emisfero meridionale nel mese di dicembre. Potrebbe essere il cielo della notte dell’eclisse, con la Luna che sorge insieme alla costellazione dei Gemelli.

L’eclisse lunare del 14 dicembre del 233 a.C. sarebbe stata osservata in mezzo all’Atlantico alle 6,25 (tempo universale). La Luna passò sul Golfo del Messico alle 9,11 e arrivò sopra il Pacifico Occidentale alle 11,57 (tempo universale). Sull’isola di Pitcairn, alla longitudine di 130° ovest, la Luna sarebbe entrata in penombra alle 21,45 del 13 dicembre (tempo locale), poco dopo essersi levata all’orizzonte. Il massimo dell’eclisse avrebbe avuto luogo alle 3,12 del 14 dicembre, tempo locale, e la Luna avrebbe lasciato la penombra alle 3,17.

Tra il 5 gennaio del 234 a.C. e il 3 dicembre del 232 a.C., si verificarono sette eclissi lunari, a intervalli regolari di sei mesi l’una dll’altra. Può darsi che i Greci, che potevano prevederle, avessero organizzato la spedizione attraverso il Pacifico proprio per misurarne la longitudine.

Barry Fell ha descritto il disegno di un’eclisse registrata a Irian Jaya nel 15° anno di regno (ossia il 26 dicembre 234 a.C.). Un’eclisse visibile sia dalla Nuova Guinea, sia dall’Egitto. Quella di Pitcairn sarebbe stata l’eclisse del 14 dicembre 233 a.C. ed è possibile che l’ultima eclisse fosse osservata dal Cile, il 10 giugno 232 a.C.

L’autore – Ross Perfect, neozelandese, vive ora nel Queensland, Australia. Ha proseguito gli studi di Barry Fell sui petroglifi di Pitcairn.

21st Century.

Pubblicato 14/03/2010 09:29:48