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di Alberto Arecchi
SITT-AL HURRA, REGINA DEI CORSARI


Una donna nella storia: Sitt Al-Hurra, regina di Tetuan.


Sayyida al-Hurra, il cui nome completo era Sayyida al-Hurra bint Ali ibn Rashid, nota anche col soprannome di Sitt al-Hurra (nata nel 1485, morta dopo il 1542), fu una principessa di Tetuan, reggente della città dal 1515 al 1542.
Fu una delle personalità più importanti del Maghreb (Occidente musulmano), conosciuta per la lotta contro i portoghesi che occupavano Ceuta e per la sua alleanza con il corsaro turco Arudj Barbarossa. Il nome Sayyida al-Hurra è in realtà un titolo che significa "la Libera Signora". Qualcuno pensa che si chiamasse Fatima, qualcun altro Aisha, ma la cosa non è sicura.
Sayyida al Hurra nacque a Chefchawen, in Marocco, verso il 1485 da un’importante famiglia musulmana, i Banu Rashid, di origini marocchino-andaluse, figlia di Ali Mussa ibn Rashid, proprio nel periodo della Reconquista cristiana dell’Andalusia e della costa mediterranea. Sua madre, Zahra Fernandez, era una spagnola di origini mudéjar o moresche, originaria di Veger de la Fronteira, nella provincia di Cadice, e convertita all’Islam.
Sayyida crebbe nel regno di Granada, educata dai più grandi sapienti. Nel 1492, quando Ferdinando il Cattolico e Isabella di Spagna conquistarono il sud della Spagna, Sayyida e la sua famiglia s’installarono in Marocco, dove suo padre aveva fondato nel 1471 la città di Chefchawen, città-stato e centro della resistenza contro i portoghesi. La vita di Sayyida rimase tutta segnata da quell’esilio forzato. A sedici anni, nel 1510, si sposò con un amico del padre, il principe di Tetuan Mohamed Al-Mandari, che aveva trent’anni più di lei. Cominciò ad occuparsi degli affari di stato del marito e dopo la sua morte, nel 1529, gli succedette al governo della città di Tetuan. Fu allora che assunse il soprannome di al-Hurra, "la libera", per sottolineare il suo potere sovrano. Le fonti spagnole e portoghesi la citano come "partner di affari diplomatici".


Sayyida al-Hurra mantenne a lungo il sentimento di vendicarsi per la perdita di Granada e mise in atto un’intensa campagna di pirateria nel Mediterraneo occidentale, legandosi di alleanza col corsaro turco Arudj Khair-Eddin, detto Barbarossa. Le loro spedizioni riportavano ingenti bottini e riscatti per i prigionieri.
Le imprese corsare d'Al-Hurra causavano gravi danni ai portoghesi che occupavano Ceuta (Sebta) e alle flotte spagnole che passavano per lo stretto di Gibilterra. I portoghesi dovettero negoziare il riscatto di molti prigionieri.



I cristiani temevano Sayyida al-Hurra e il suo potere.Qualche anno dopo, nel 1541, Sayyida al-Hurra si risposò con il re del Marocco, Ahmed al-Wattassi, insistendo perché il matrimonio si svolgesse a Tetuan, e non nella capitale reale Fès, per mostrare che non intendeva abdicare ai propri poteri di comando.
Sayyida al-Hurra regnò su Tetuan per trent’anni. Nel 1542, le succedette un membro dell’aristocrazia di Granada (forse suo genero). Sitt Al-Hurra si ritirò a finire i suoi giorni a Chefchawen, ove fu sepolta nella zawia Raïssuniya. La sua tomba godeva di grande venerazione da parte delle donne.



Chefchawen, la pittoresca città azzurra, si trova nella regione montuosa del Marocco settentrionale. La città fu per secoli considerata sacra ed era persino proibito l’ingresso agli stranieri. Solo di recente – negli Anni ’50 – le cose sono cambiate, motivo per cui ora Chefchawen si è rivelata al mondo ed è divenuta una meta turistica che pochi, fortunatamente, ancora conoscono.
E’ detta la città azzurra perché tutti gli edifici, le porte, le finestre, le fontane e le strade sono dipinte nelle diverse tonalità di azzurro. La medina, la città vecchia, è un dedalo di vicoli lunghi e stretti colorati di azzurro. Il motivo è puramente religioso e non estetico.
Il centro della città è la piazza di Outa-el-Hammam , dove si trovano una splendida fortezza e una moschea con la torre a base ottagonale. All’interno della kasbah ci sono bellissimi giardini rigogliosi.
Dichiarata dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umanità, Chefchawen è rimasta fuori dalle principali rotte turistiche del Marocco.


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