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di Boyce Rensberger
TECNOLOGIA PER IL TERZO MONDO


Un riscaldatore solare per pastorizzare l'acqua che non costa quasi nulla, perché fatto utilizzando tubi al neon esauriti o di scarto. Grazie ad esso le famiglie povere dei paesi tropicali possono avere l'acqua potabile.
Un recipiente a chiusura ermetica per conservare il grano che i contadini poveri possono costruire da soli con materiale reperibile in loco. Permette loro di conservare dal 20 al 40 per cento circa del grano che solitamente può andare perduto per colpa di vari animali.
Una piccola turbina azionata da un ruscello capace di generare un kilowatt di elettricità. Ideale per famiglie contadine. Costa intorno alle 130.000 lire e per cinque anni non ha bisogno di manutenzione.
Le macchine sopra descritte sono tutte creazioni di una nuova, straordinaria generazione di inventori, scienziati e ingegneri del Terzo Mondo che credono nel principio della cosiddetta "tecnologia appropriata", il cui obiettivo è il rilancio dell'agricoltura mediante tecniche e macchinari poco sofisticati e a basso costo.
In molti paesi poveri, negli ultimi decenni, il tentativo di bruciare le tappe dell'industrializzazione importando acciaierie e giganteschi impianti manifatturieri ha avuto conseguenze disastrose. L'esito di questa scelta è stato spesso il caos sociale: penuria di tecnici, e una fuga dalle campagne che ha seriamente compromesso la produzione di derrate alimentari e aumentato la disoccupazione. Il risultato? Una maggiore dipendenza dal mondo industrializzato, invece dell'affrancamento che i paesi emergenti cercavano. Oggi molti leader politici del Terzo Mondo trovano più sensata l'alternativa di incoraggiare tecnologie più semplici, meno ambiziose, prodotte localmente e applicabili su vasta scala. Questa linea d'azione non solo soddisfa le necessità primarie di ogni singolo paese, ma fa acquisire agli abitanti l'orgoglio per i risultati conseguiti e fiducia in se stessi, quella fiducia che spesso l'importazione di macchinari e tecnici stranieri ha ridotto al lumicino.

pompa eolica

Forse il miglior esempio di questa tendenza è stato Las Gaviotas, un centro di ricerca e di sviluppo di tecnologia su misura istituito in Colombia vero il 1970 dal sociologo Pablo Lugari Castrillon nella regione praticamente disabitata dei Llanos.
A Las Gaviotas, dove oggi vivono 100.000 coloni perfettamente autosufficienti, sono state progettate e sperimentate diverse nuove macchine, fra cui una macina per la yucca a pedali che fa il lavoro di due mesi in un giorno, permettendo ai contadini dei Llanos di coltivare questa pianta fibrosa e ricca di amido; un mulino a vento molto economico al quale bastano venticelli da otto chilometri l'ora per pompare acqua potabile e per irrigazione; due tipi diversi di pompe ad acqua a basso costo, di cui una azionata a mano e l'altra elettrica.
Analoghi centri di tecnologia rurale cominciarono allora a nascere anche altrove. In India, per esempio, ricercatori locali lavorarono alla realizzazione di mini-impianti per la trasformazione di rifiuti biologici di ogni tipo in combustibile gassoso (biogas) adatto per la cucina e il riscaldamento. Nel Lesotho, nell'Africa meridionale, un gruppo di esperti studiava il modo di produrre materiali da costruzione a basso costo e mette a punto nuove tecniche edilizie. Nelle Filippine si fabbricarono macchine agricole di progettazione locale, fatte per quegli agricoltori che hanno più terra di quanta ne possano coltivare manualmente, ma che non possono permettersi o non sanno usare le attrezzature normalmente in vendita. Nella Zambia è stato inventato il "ferrumbu", sorta di silo per conservare il grano. È un recipiente solido, a tenuta stagna, non infiammabile e che resiste bene agli improvvisi sbalzi di temperatura. La possibilità di procurarsi il progetto, corredato di istruzioni semplici e chiare, permette a chiunque lo voglia di costruirsene uno. Un ferrumbu in grado di contenere una tonnellata di grano costa meno di 10 euro.

macina

Alcune delle nuove tecnologie sono di più vasto respiro. In Perù e Bolivia, per esempio, scienziati sudamericani hanno inventato un metodo per estrarre il rame che è più semplice ed economico del processo tradizionale, e fa diventare conveniente anche la lavorazione di minerali a basso contenuto di metallo, che senza questo nuovo sistema sarebbe stata troppo costosa.
Sebbene le tecnologie siano sempre riuscite a emigrare, il fenomeno può prendere molto tempo in mancanza di un efficace mezzo di comunicazione. Fortunatamente, il Programma di sviluppo promosso dalle Nazioni Unite (UNDP) ha tra i suoi obiettivi principali quello di mettere in contatto tra loro i vari centri di tecnologia rurale sorti nel paesi emergenti.
"Le nazioni del Terzo Mondo devono vincere il loro complesso d'inferiorità" ha detto oltre vent'anni fa Shridath Ramphal, allorasegretario generale del Commonwealth ed ex ministro della Guyana. "Per troppo tempo ci è stato fatto credere che la vera cultura, la migliore tecnologia, i migliori servizi, i migliori intelletti, il meglio insomma di tutto quello che si poteva immaginare, venisse dal cosiddetto mondo industrializzato: 'Tutto ciò che è campagnolo è cattivo. Tutto ciò che è cittadino è meglio. Il non plus ultra però è tutto ciò che viene dall'estero'. Questo modo di pensare toglie ossigeno al processo di sviluppo, che continua ad essere confuso con l'occidentalizzazione.
Uno sviluppo durevole - proseguiva Ramphal - è qualcosa di ben più complesso della semplice adozione del modo di vita occidentale. La prova del suo essere in atto è la nascita di un senso di fiducia in sé stessi tra i membri di una società che riesce a risolvere i problemi e a prendere decisioni basandosi sulle proprie capacità".

ferrumbu

Estratto dal New York Times, 4/10/1979.


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