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di Crichton E M Miller
BRANDANO IL NAVIGATORE E LA CROCE CELTICA
Usata come antico strumento per la navigazione


Fotografie di Maureen Palmer (c)2002



Questo è il punto d’imbarco di San Brandano il Navigatore quando salpò per l’America dall’Irlanda oltre 1400 anni fa.

San Brandano il Navigatore era a conoscenza del vero uso della croce celtica come strumento astronomico per la navigazione?
Brandano il Navigatore è oggetto di un culto leggendario tra il popolo irlandese e celtico, per molte ragioni. Ci sono però molte persone in tutto il mondo che vorrebbero vedere più prove relative ai suoi viaggi transatlantici. L’attuale posizione accademica contro un viaggio di scoperta effettuato 900 anni prima di Cristoforo Colombo si basa sulla presunzione che San Brandano, come altri precedenti potenziali viaggiatori transatlantici, non potesse essere a conoscenza dei fondamenti della navigazione. Poco si può argomentare su un altro aspetto, quello della tecnologia necessaria, poiché è sufficiente la padronanza di tecniche abbastanza artigianali per rendere possibile il viaggio.
Questo punto è stato dimostrato quando un viaggio sulle orme di San Brandano è stato effettuato da Tim Severin nel 1977. Per compiere il “viaggio di Brandano”, Tim Severin ha dapprima costruito un currach, rispettando i metodi di costruzione dei mastri d’ascia del sec. VI, e poi ha navigato attraverso l’Atlantico, dimostrando che il viaggio si sarebbe potuto fare, in linea di principio. Quindi, rimane solo la questione della navigazione, in quanto la motivazione è chiaramente indicata. In questo articolo, Crichton intende mostrare, in combinazione con la sua prima scoperta che la croce celtica era uno strumento pratico di navigazione, che la leggenda di San Brandano che attraversò l’Atlantico sino in America ha una notevole possibilità di corrispondere a verità. Ossia che è altamente probabile che San Brandano conoscesse il vero uso della croce e del filo a piombo e sapesse utilizzarli in combinazione con le più antiche conoscenze dei propri antenati; che questa scoperta fosse trasmessa sotto forma esoterica, o che egli ne venisse a conoscenza dai tumuli preistorici presso Ardfert (v. l’altro articolo: Il segreto della Croce celtica).

Ecco cosa dice Maureen Palmer:
“Ardfert è stato ‘dedicato’ a San Brandano, ma non è il sito del suo monastero, ci sono molti siti dedicati a questo santo, che era molto popolare in questa parte del Mondo. Ho visitato le rovine del suo monastero ed è collocato sulla penisola di Dingle, molto vicino al luogo da cui salpò. Vi è una targa del patrimonio nazionale sia presso il punto di partenza, sia presso il vero e proprio monastero, a indicare e proteggere questi due siti. Le rovine del suo monastero si trovano nel punto in cui c’è una meridiana”.


Ard Fertu significa ‘l’altezza dei tumuli’. La cattedrale di Ardfert è costruita su un precedente sito monastico dedicato a San Brandano, del quale non si sa molto, oltre il fatto duemila sepolture medievali vi sono state scavate, alcune delle quali erano allineate ad una precedente struttura.
Brandano nacque a Ciarraighe Luachra, nella contea di Kerry, Irlanda nel 484 d.C. e crebbe in riva al mare ed era un leader carismatico con molti seguaci. Questo portò alla fondazione di comunità monastiche lungo la costa occidentale d’Irlanda per un periodo di circa 30 anni. Ciò che non è generalmente compreso è il fatto che, ai tempi di San Brandano, c’erano pochissime strade.
Era così nei primi giorni della conversione di "pagani" al cristianesimo. La mancanza di vie terrestri sicure rendeva il viaggio via terra molto difficile e talvolta pericoloso. Le persone si spostavano, sin dai tempi antichi, sul mare. Questo è il motivo per cui la maggior parte dei grandi insediamenti si trovavano e si trovano tuttora sugli estuari. La prova di ciò può essere vista nei siti monastici cui Brandano è stato associato, situati in prossimità del fiume Shannon.
È noto che Brandano nei suoi viaggi visitò Iona in Scozia, la Francia e il Galles. Cominciò ad erigere Monasteri in Scozia in luoghi presso l’acqua, in prossimità dei siti più antichi di pietre erette di Kilbrandon e Kilbrennan Sound. Del suo carisma spirituale e missionario, non vi può essere alcun dubbio. Ciò è dimostrato dall’espansione di case religiose per accogliere i pellegrini in tutta l’Irlanda. La più celebre fu la fondazione di Clonfert, nella contea di Galway. Brandano morì nel 577 d.C. nel convento di sua sorella Brigaís a Enachduin, ora noto come Annaghdown. La sua tomba si trova di fronte alla porta del Duomo di Clonfert.
‘Navigatio Sancti Brendani’ è una narrazione scritta da un monaco irlandese nel nono – decimo secolo, e descrive il viaggio di sette anni di San Brandano. Più di 100 manoscritti medievali in latino di questo Viaggio di Brandano esistono ancora oggi. Si diceva che San Brandano avesse raggiunto San Columba e che avesse viaggiato in Francia, con St Malo (San Maclodio).
L’antico porto di mare francese di St Malo deriva il proprio nome da quello del Santo gallese. Poi San Brandano partì per un altro viaggio, per trovare le Isole Beate, una mito anche al suo tempo. Cercava la terra promessa, un luogo mitico d’abbondanza oltre l’orizzonte occidentale. Credo che queste antiche leggende provengano da precedenti racconti “celtici” di viaggi per mare. Simili leggende possono essere viste nella cultura funeraria Antico Egitto di migliaia d’anni prima.
Ci sono diversi racconti con un numero tra 60 e 150 monaci ad accompagnare San Brandano in questo pericoloso viaggio, e le tante traversie della loro incredibile avventura sono ben documentate. Ora, si dice che non c’è fumo senza fuoco e vi è una notevole prova di artefatti in America che possono sostenere la possibilità che San Brandano calpestasse le impronte dei suoi antenati pagani.
Quindi: vi è evidenza di croci pre-cristiane associate con Brandano? C’è una conoscenza astronomica preistorica dell’astronomia e della navigazione indicata nelle croci di Ardfert?
La Lastra della Croce è stata trovata al livello più antico, che non è stato ancora scavato correttamente, e le pietre erano in un locale chiuso. All’interno della Cattedrale vi sono alcune tavole che mostrano il sito durante i vari periodi di restauro, e una foto della Lastra della Croce, definita come un reperto preistorico, ‘forse utilizzato come marcatore di confine’.



Maureen Palmer ha scritto:
"Nel recinto che ospita le pietre ne ho notata un’altra, pendente contro il muro. Siamo stati informati che era dello stesso periodo della Lastra della Croce, ma ho notato questa ha il cerchio sia sopra, sia sotto. Cosa dire di essa?"


Crichton ipotizza quanto segue:
"La croce inferiore è una perfetta immagine dell’antico sestante (Astrolabio) noto all’uomo. La Croce e il filo a piombo, trasformati nella ruota della croce celtica, sono uno strumento che è stabile in mare. La parte superiore della doppia croce è la stessa, come le forme indossato sul petto dai Cavalieri Templari 700 anni più tardi. Ed è anche lo stesso stile della rappresentazione sulle vele della nave di San Brandano, così come quella di Cristoforo Colombo, e implica una profonda comprensione dei moti di precessione.
Gli angoli formati dai bracci della croce rappresentano i 46°,8 di oscillazione stagionale della terra, che originano le quattro stagioni. Questa conoscenza astronomica è stata ereditata dai nostri antenati preistorici che hanno costruito in pietra i cerchi come Stonehenge e le piramidi. La croce Celtica come strumento di misura permette di trovare sia la latitudine sia la longitudine, dal momento che permette sia di misurare l’angolo di corpi celesti sia di misurare il tempo locale, nonché riferito ad un primo meridiano".

Ed ecco quanto aggiunge Maureen Palmer:
"Credo che Brandano ha derivato probabilmente la sua conoscenza dai popoli ‘alveare’ (Beehive). Non si conosce molto di più su questi popoli, non è scritta la loro storia, ma i loro monumenti e luoghi di abitazione dimostrano che avevano una straordinaria conoscenza della struttura e vivevano sempre molto vicino alla costa in case di forma simile ad alveari. Uno dei pochi monumenti precristiani, protetti come Patrimonio dell’Umanità, costruito dai Popoli Alveare, è il cosiddetto ‘Oratorio’ situato a Gallerus sulla penisola di Dingle. Questa struttura è costruita in forma di una barca rovesciata , e allineata in modo tale che il Sole entra da una piccola finestra ad est al mattino ed attraversa la prospiciente porta ovest la sera. Il sistema costruttivo utilizzato è quello che è noto come ‘corbelling’ (falsa volta, o meglio costruzione ‘in aggetto’, come nei trulli), e non si è fatto uso di malta in queste costruzioni, ma in diverse centinaia di anni questo monumento non ha visto entrare una sola goccia di acqua piovana al suo interno."
L’Oratorio [foto sotto], anche se molto antico è stato costruito su un sito ancor più vecchio; indovinate che cosa vi ho trovato?


Fate attenzione. Brandano ha attraversato l’oceano, con solo l’immagine della pietra nella sua testa, o possedeva uno strumento funzionante realmente, con la forma di questa croce? [nella foto qui sotto]


Brandano è stato un altro di quegli avventurosi che compirono il viaggio sino in America, come i suoi antenati prima di lui, con le ancora più antiche conoscenze di navigazione stellare, che possiamo ancora comprendere? Alla sua si aggiungono le storie di Esseni, Fenici, Minoici e dei famosi "Popoli del Mare".



Tradotto e adattato dal sito: www.mondovista.com


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