Liutprand - Associazione Culturale

PETIZIONE MONUMENTO LA PALISSE, LEGGI E FIRMA ANCHE TU
sezione articoli
HomeArticoli dal Mondo › Articolo
di Barry Fell
L’ISCRIZIONE DEL RE MASSINISSA A THUGGA
(139 a.C.)


Nel dicembre del 1976 il prof. Paul Cheesman mi procurò le foto delle notevoli iscrizioni che aveva esaminato in Ecuador. Una di quelle iscrizioni includeva il cartiglio del re dei Numidi Massinissa, in caratteri geroglifici libico-orientali o adrymachidi, accompagnato da una seconda versione del suo nome, scritto orizzontalmente in caratteri semitici meridionali.
Poiché in Tunisia si trovano iscrizioni attribuite a Massinissa, identificate dal suo nome M-s-n-s scritto in caratteri numidici, ma non altrimenti decifrate, ho rivolto la mia attenzione ad una di quelle, oggi conservata al Louvre, a Parigi, ove un testo parallelo in scrittura punica era già stato decifrato da Chabot (Punica, 1918, p. 268) e più recentemente da Friedrichs (Extinct Languages, 1957, p. 121). Quest’iscrizione proviene dal sito di Thugga, in Tunisia. Eccone l’immagine, secondo Chabot:


La trascrizione in lettere romane del testo mostra le lettere G-l-d, nelle stesse posizioni delle M-l-k della versione punica, e tale parola fu riconosciuta da Roessler e Friedrichs come il termine berbero “Gelid” (re, melk o malik in punico ed in altre lingue semitiche), dal che si dedusse che tutto il testo dovesse essere scritto in lingua berbera.
Benché talune parole siano berbere, io ritengo che la gran parte del testo sia scritta in arabo e che si possa tradurre, conservando un parallelo col testo punico. Nella tavola che segue mostro le corrispondenze tra gli alfabeti.


La traduzione

Usando quest’alfabeto e le parole arabe sopra indicate, otteniamo la seguente traduzione approssimativa:
”Questo edificio spazioso è stato eretto a Thugga per il re Massinissa, figlio del re Gaya, figlio del suffeta Zallasen,nel periodo compreso nel decimo anno di governo di Mekwesen (Micipsa), nel regno di Shefet, figlio di Fashan, Signore dei Cento era Shanik, figlio di Beny, egli pure Shefet il figlio di M…, figlio di Tenkw. Il conestabile era Magone, figlio di Yareshten, figlio di Sediln. Il generale era Magone, figlio di Shefet, che era signore dei Cento e figlio del re Simone.
La guardia del corpo del re era Zamar, figlio di Masinef, figlio di Simone, la guardia del corpo… era il figlio del re Sayan, figlio del re Magone.
Il costruttore fu Sayan, figlio di Annkon, figlio di Petesh, con Arish figlio di Shefet, figlio di Shanik”.

Il testo punico


L’iscrizione punica parallela, mostrata sopra (da Chabot) è stata così tradotta da Friedrichs (loc. cit. 1957):
”Questo tempio fu costruito dai cittadini di Thugga per il Re Massinissa, figlio del re Gaya, figlio del suffeta Zllsn, nel decimo anno del regno di Micipsa, nell’anno del re Sft, figlio del re ‘fsn, Comandanti dei Ce,tp era,p Snk, figlio di Snj, e Sft, figlio di Ngm, figlio di Tnkw.
Il ‘Msskwj’ era Magone, figlio di Jrstn, figlio di Sdjln. E il ‘gzbj’ era Magone, figlio di Sft, dei Comandanti dei Cento, del figlio di ‘Abdesmun.
Il ‘gldgjml’ era Zmr, figlio di Msnf, figlio di Abdesmun, Comandante (?) dei cinquanta uomini era Mql, figlio del re ‘sjn, figlio del re Magone.
Incaricato del lavoro fu ‘sjn, figlio di ‘nkkn, figlio di Pts, con Aris, figlio di Sft, figlio di Snk”.

La riga finale, aggiunta in fondo al testo numidico, si legge:
”E l’architetto fu Hanno, figlio di Jatanbaal, figlio di Hannibal, con Nftan figlio di Sft”.

Cronologia

La dimostrazione che si tratta di un vocabolario arabo, in quest’iscrizione bilingue, deriva dal senso dei passaggi che si possono identificare, e fornisce ulteriori prove alla mia ipotesi che nel Nord Africa si parlasse arabo già diversi secoli prima di Cristo. La scoperta corrisponde anche alle credenze degli arabi del Marocco, che i loro antenati fossero partiti dalla Palestina come fuggitivi dagli invasori israeliani ai tempi del re David, e che, dopo un inutile tentativo di stabilirsi in Egitto, fossero andati in Marocco e in Spagna.
L’America e la Libia custodiscono entrambe iscrizioni del re Massinissa, del re Mekwesen (Micipsa, secondo la grafia di Tito Livio) e di un monarca precedente, il faraone libico Sheshonq.
Le iscrizioni americane includono disegni in stile egizio con il re Massinissa divinizzato, accolto nell’Elisio dal falco dio del sole (Baz, nel testo berbero, Horus in quello egiziano), mentre suo figlio Mekwesen (Micipsa) offre oblazioni nel santuario del dio.
Secondo gli storici latini, Massinissa morì nel 148 a.C. Perciò il decimo anno di regno del figlio Mekwesen corrisponde al 139 a.C. Dei numerosi agellid o “re” menzionati nell’iscrizione di Thugga, la maggior parte sono probabilmente capi locali, poiché sotto Massinissa e Micipsa il regno numidico raggiunse la massima estensione, dai confini della Libia con l’Egitto ad est, sino ai confini della Mauretania ad ovest (più o meno i confini dell’attuale Algeria col Marocco).




Associazione culturale Liutprand 27100 PAVIA      copyright ©1994-2018 e-mail: liutprand@iol.it