Liutprand - Associazione Culturale

PETIZIONE MONUMENTO LA PALISSE, LEGGI E FIRMA ANCHE TU
sezione articoli
HomeArticoli dal Mondo › Articolo
di Christoph Seidler
DISCUSSIONE SU NEFERTITI
Chiamata in causa l'autenticità del busto della Regina


Berlino - Per decenni, le persone si sono meravigliate davanti al busto di Nefertiti. Ora, alcuni studiosi dicono che è un "falso" - fatto per reggere una collana. Gli scienziati del Museo sono ansiosi di dimostrare che queste teorie sono sbagliate, ma la misteriosa statua potrebbe non essere ancora pronta a rivelare i suoi segreti.


Certo che l'hanno copiata. È possibile vederlo, chiaro come il giorno. All'Altes Museum, sull'Isola dei Musei di Berlino, un breve film scorre in silenzio su un monitor. Esso mostra i tecnici di laboratorio che maneggiano una replica del busto di Nefertiti costruita per testare una nuova base portatile per l'originale. Il monitor è parte di una normale visualizzazione al museo, che comprende quattro stazioni di lavoro sistemate in una grande cabina di vetro per mostrare quanto sia complessa la conservazione delle grandi opere dell'arte antica.
I visitatori del Museo possono guardare oltre le spalle degli specialisti per vedere come i segreti di questi antichi artefatti sono rivelati utilizzando la spettroscopia a infrarossi, i raggi X e la microscopia a fluorescenza. Il busto di Nefertiti è solo a pochi passi di distanza. Il pezzo, che porta il numero di inventario 21300, è uno dei più famosi capolavori dell'antico Egitto. E nelle ultime settimane, la sua autenticità è stata oggetto di molte discussioni.
Un cartello accanto al laboratorio recita "Le domande sono benvenute". E Henri Stierlin, uno scrittore di Ginevra, ha certamente alcune domande da fare. Stierlin è interessato alla copia di Nefertiti, ed egli non fa riferimento al modello di busto bianco mostrato in tutta la pellicola nello sfarfallio del monitor. I suoi sospetti vanno più in profondità.


In un libro recentemente pubblicato, Stierlin sostiene che il famoso busto di Nefertiti che si trova a Berlino - uno degli orgogli dei musei della città di classe mondiale - è in realtà un falso. Stierlin sostiene che Ludwig Borchardt, il leader dello scavo che trovò Nefertiti, fece fare il busto dallo scultore Gerhard Marcks nel 1912 perché servisse come sostegno per una collana che era stata recentemente messa in luce. "Sino ad allora, si poteva vedere Nefertiti solo come era raffigurata sui bassorilievi," ha detto Stierlin a SPIEGEL ONLINE. "Borchardt voleva vederla in tre dimensioni."
La teoria di Stierlin suona entusiasmante - e si è dimostrata capace di conquistare le prime pagine dei giornali. Egli afferma che quando Johann Georg, un duca sassone, visitò la tomba nella città egiziana di Amarna, fu immediatamente preso dalla bellezza del busto. Borchardt, anziché rivelare la verità sulla sua regale ospite, scelse di mantenere la verità per se stesso.
Gli storici dell’arte hanno i loro dubbi su questa teoria. "Non posso dire per certo se Nefertiti è un falso", dice Ari Hartog, il curatore della Gerhard Marcks Haus, un museo d'arte a Brema dedicato alle opere del famoso scultore tedesco del XX secolo. La teoria di Stierlin ha guadagnato credibilità dal fatto che Borchardt incluse nella sua spedizione qualcuno chiamato Marcks. Hartog, però, dice che è più probabile che fosse il fratello dell'artista. Se il busto di Nefertiti è falso, afferma Hartog, "è sicuramente qualcosa non fatto da Marcks."

Si può dimostrare se è un falso, ma non che sia un originale
Dietrich Wildung, curatore del Museo Egizio di Berlino - e a lungo amico di Stierlin - è ancora più enfatico nel suo rifiuto delle idee di Stierlin. "Noi non mettiamo in mostra per 700.000 visitatori ogni anno un oggetto neanche lontanamente discutibile", dice Wildung.
Nonostante questi dubbi, Stierlin si rifiuta di tirarsi indietro. "E' disonesto mostrare l'oggetto quando si sa che non è autentico", insiste Stierlin.
Si potrebbe pensare che la discussione è superflua - che il problema potrebbe essere risolto semplicemente con un test di datazione del busto. Purtroppo la cosa non è così semplice. Ed è ulteriormente complicata dal fatto che, più si considera il busto di Nefertiti, più chiaro diventa che molto poco si sa in proposito.
"Si può provare che sia un falso, ma non è possibile dimostrare se è originale. Questo è un problema epistemologico," ha detto Stefan Simon a SPIEGEL ONLINE. Simon è uno scienziato dei materiali che dirige il Laboratorio di ricerca Rathgen, che appartiene all'associazione dei musei nazionali di Berlino. Come scienziato, la principale fedeltà di Simon è per le prove. Allo stesso tempo, però, i suoi datori di lavoro hanno un chiaro interesse a confutare la teoria Stierlin.
Questa, tuttavia, è una difficile prospettiva. Le misurazioni col Radiocarbonio (C-14), rilevano il decadimento radioattivo di isotopi di carbonio, che necessitano di campioni di materiale organico. Nefertiti, però, è in gran parte priva di tale materiale. Un po' di cera è stata presumibilmente ritrovata nell’occhio destro di Nefertiti. Quando fu datata col carbonio, pochi anni fa, gli scienziati hanno concluso che potrebbe essere di più di 3300 anni fa.
Tuttavia, il percorso del campione di cera dall'occhio del busto al laboratorio è stato lungo. Esso è stato ottenuto nel 1920 da Friedrich Rathgen, il chimico che per primo ha diretto il laboratorio che ora porta il suo nome. Per decenni, il campione Rathgen giacque in una piccola borsa nel museo prima di essere datato, il che apre la porta al dubbio.


Parte 2: Discutere le prove
La pittura utilizzata sul busto rese ancor meno indizi per quanto riguarda la sua età. I pigmenti sono tutti ottenuti da minerali, e la datazione al carbonio non può essere utilizzata. Simon addita la rete di fessure e crepe nella vernice sulla superficie del busto. "Non posso immaginare che si possa riprodurre artificialmente", egli spiega.
Ma Stierlin non è impressionato da questi dettagli. "Persone che sanno falsificare i dipinti possono anche riprodurre questo effetto craquelé", egli dice, facendo riferimento ad una tecnica artistica che rende le superfici piene di molto piccole screpolature, in modo da sembrare vecchie.
Simon sottolinea, inoltre, che la complessa tecnica pittorica utilizzata sul busto porta a credere che esso sia molto più antico di 100 anni. Al microscopio, Simon ha trovato almeno cinque diversi strati di verniciatura uno sopra l'altro: prima uno strato di vernice bianca con sottofondi blu, poi bianco, poi giallo, poi blu, poi rosso.
"Tutti sanno che Borchardt era in possesso di grandi quantità di pigmento," Stierlin risponde. Egli sostiene che Borchardt usò quei campioni per la sperimentazione.
L'agente organico utilizzato per legare la vernice non è disponibile in quantità sufficienti per consentire la prova. Le tracce di paglia nel copricapo di Nefertiti potrebbero anche, in teoria, essere usate. Ma le prove dovrebbero essere tanto raffinate da usare solo una piccola quantità di materiale, per evitare di danneggiare il busto, dice Simon.
E poi c'è la questione dell’occhio sinistro. Secondo Stierlin, il busto di Nefertiti non ha mai avuto un occhio sinistro. Il destro è costituito da quarzo e cera d'api oscurata con fuliggine. Se fosse rimasto un po' di cera al posto dell'occhio sinistro, questo potrebbe essere sottoposto a test. Ma fino ad ora, nessuno ha tentato - forse per timore di danneggiare la statua. Simon dice che ci sono tracce di vernice dello stesso tipo utilizzato nell’occhio destro.
La scultura è composta dal cosiddetto Amarna-mix, una miscela di intonaco di gesso anidrite applicata su una base di pietra calcarea. Il materiale prende il nome da Tel el-Amarna, una piccola città nel centro dell’Egitto fondata dal Faraone Akhenaton nel XIV secolo a.C. Qui anche il busto della regina sarebbe stato trovato nel 1912.
"Questa speciale miscela era sconosciuta prima del 1912," ha detto Simon, il che significherebbe che Borchardt e i suoi contemporanei non avrebbero potuto conoscere la sua esatta composizione. Attualmente, i ricercatori stanno confrontando il materiale utilizzato per il busto di Nefertiti con quello utilizzato in statue di suo marito, Akhenaton, e altri artefatti dal periodo Amarna. Un modello di suo marito è anche attualmente a Berlino - in un deposito, in condizioni molto peggiori.
I segreti che circondano il busto di Nefertiti sembrano quasi infiniti, nonostante il busto sia stato oggetto di tutti i tipi di test per anni. Perché, per esempio, è stato usato nella tinta gialla tanto oripigmento, un solfuro di arsenico tossico? E quanto il busto è solido? In un recente esame compiuto con una tecnica di telerilevamento, nota come video olografia, Simon e i suoi colleghi hanno trovato danneggiate le aree intorno al copricapo della statua e la parte superiore al torace. Gli scienziati sono particolarmente preoccupati per la condizione degli strati di vernice, parti dei quali sono da anni in corso di desquamazione.

Una misteriosa Lady
Il dibattito circa l'autenticità di Nefertiti non sarà risolto presto. Il carattere emblematico che la rende così attraente la rende anche una perfetta tabula rasa per teorie come quella di Stierlin. Ed egli non è solo, poiché anche lo storico berlinese Erdogan Ercivan sostiene che il busto è un falso. E anche se le prove a sostegno di tale dubbio sono scarse, il sospetto è difficile da rimuovere.
Simon sogna un giorno di ospitare un convegno di esperti provenienti dai migliori musei del mondo, che lavorino insieme a rivelare alcuni dei segreti della statua. Forse potrebbero provenire dal British Museum di Londra o dal Getty Museum di Los Angeles, dove Simon lavorava. O forse dal Louvre di Parigi, il cui laboratorio impiega 180 persone.
Il laboratorio di Simon a Berlino, invece, ne ha 12. E la lentezza degli attuali lavori è per il momento una garanzia che i misteri che circondano Nefertiti resteranno insoluti.
Al Louvre, Guillemette Andreu-Lanoe, direttrice del dipartimento delle antichità egiziane, non crede alla tesi della falsa Nefertiti: "Conosco bene il direttore del Museo di Berlino e non avrebbe esitazione a identificare un falso reperto, come del resto ha già fatto tante volte".
Da parte sua, Henri Stierlin dice che può aspettare. "Loro sanno che io ho ragione", egli spiega.

Fonte: http://www.spiegel.de/international/zeitgeist/0,1518,625719,00.html


NEFERTITI (XVIII dinastia)
Nome egizio dal significato: "la bella che è arrivata", identifica la regina egiziana (XIV secolo a.C.), sposa di Amenophis IV (Akhenaton, 1364-1347 a.C.).
Non si limitò ad interpretare il ruolo di grande sposa reale, poiché il faraone l’aveva coinvolta nella gestione del potere, e la sua influenza sulla guida politica del regno fu notevolissima. Per questo motivo ella appare rappresentata con la corona doppia, simbolo del potere faraonico.
Dotata di straordinaria bellezza, è stata ritratta mentre distribuisce doni ai sudditi dal balcone del palazzo, oppure alla guida del suo carro, nonché nell’atto di colpire con una mazza il nemico, tutte simbologie di norma riservate al solo sovrano.
Nelle lapidi confinarie Nefertiti viene descritta come "dama piena di grazia", e "dotata di tutte le virtù". Fu tanto oggetto di adorazione popolare da essere stata talvolta raffigurata come una dea.
Secondo le ultime interpretazioni, Nefertiti è ritenuta figlia di Ay, fratello di Teie, nipote quindi di Yuia e Tuia e cugina di Amenhotep IV.
Nefertiti e il suo sposo formarono una coppia molto legata, dal punto di vista politico.
Nel V anno di regno, quando il sovrano cambiò il suo nome in quello di Akhenaton, Nefertiti ricevette un altro nome: "Nefer-nefru-aten" (Aten è perfetto nella sua bellezza).
Sembra che, dopo il XII anno di regno, abbia ricoperto a corte un ruolo di minor importanza, probabilmente per la presenza di Kiya, altra sposa di Akhenaten.
Nefertiti morì durante il XIV anno di regno di Akhenaten.


Associazione culturale Liutprand 27100 PAVIA      copyright ©1994-2017 e-mail: liutprand@iol.it