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LA MUSICA NEI SANTUARI PREISTORICI
Gli architetti curavano gli effetti delle onde sonore


Un nuovo studio di archeologia di frontiera, promosso dalla Fondazione per lo studio degli antichi Templi, suggerisce che il suono e il desiderio di sfruttare i suoi effetti possono essere stati importanti, nella progettazione nella progettazione dei primi antichi templi e degli edifici monumentali.

Templi di 6000 anni fa stanno fornendo indizi acustici per gli scienziati moderni. Intriganti nuove ricerche su antichi templi a Malta, promosse dalla Fondazione per lo studio degli antichi Templi, richiamano l’interesse dell'archeologia internazionale e della ricerca classica interdisciplinare. I ricercatori si sono spinti oltre la portata dell’archeologia tradizionale, in un approccio multi–disciplinare, ed hanno aperto una nuova dimensione per lo studio del mondo antico.
"Ci stiamo occupando di un segreto perduto”, afferma Linda Eneix, Presidente della Fondazione OTS, dedicata alla ricerca archeologica e agli studi connessi ai templi antichi di Malta. Situate a sud della Sicilia, le isole di Malta e Gozo ospitano strutture megalitiche create da un popolo altamente sviluppato più di mille anni prima di Stonehenge e delle piramidi egizie. I monumenti, tra i quali vi sono antichi templi, sono esempi di un’architettura nella sua forma più pura e originale. Certe caratteristiche di progetto, tra cui i soffitti a sbalzi, si rispecchiano nelle camere sotterranee dei santuari funerari, scavate nella solida roccia calcarea. (In architettura, si chiama volta “a sbalzi” un sistema costruttivo come quello dei trulli pugliesi, in cui ogni fila di pietre sporge rispetto a quella al di sotto di essa, riducendo l'area del soffitto in ogni corso successivo verso l'alto e distribuendo il peso complessivo).


Malta, Ipogeo di Hal Saflieni. Fornisce l'esempio più straordinario. Si tratta d’un complesso di grotte e di camere rituali a diversi livelli, è un gioiello archeologico che giaceva indisturbato fino a quando non fu scoperto accidentalmente nel 1902. Oggi il sito fa parte del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.

L’esperto scientifico che opera presso l'Ipogeo, Joseph Farrugia, descrive un effetto sonoro inusuale in questo sito:
"C'è una piccola nicchia in ciò che noi chiamiamo 'La Camera dell’Oracolo', e se qualcuno con una voce profonda parla dentro, la voce riecheggia in tutto l’ipogeo. La risonanza nell’antico tempio è qualcosa d’eccezionale. È possibile ascoltare la voce che si diffonde dappertutto".
Come sa chiunque canti sotto la doccia, l’eco del suono rimbalza indietro e si amplifica in modo difficile da controllare, le pareti possono fare cose insolite. Tale effetto è amplificato più volte nelle camere di pietra. "Stare in piedi in questo Ipogeo è come essere dentro una campana gigante", dice Eneix. "Si sente il suono nelle proprie ossa, quanto si sente con le orecchie. E’ davvero emozionante!"
Dopo aver partecipato alle riprese di un film sui "suoni dell’Età della Pietra", su un volo da Londra, Eneix pensò alla possibilità di esplorare ulteriormente e cercare i principi del fenomeno.


Tempio di Mnajdra. Un esempio di uso delle volte a sbalzi negli edifici più antichi fuori terra.

Un consorzio chiamato The PEAR Proposition: Princeton Engineering Anomalies Research, è formato da pionieri nel campo dell’archeo–acustica, una scienza che fonde l'archeologia e la scienza del suono. Diretto dal fisico Robert Jahn, il gruppo PEAR cominciò nel 1994 a compiere esperimenti sul comportamento acustico in siti megalitici come Newgrange e Wayland's Smithy nel Regno Unito. Essi hanno trovato che tutte le antiche camere presentavano una forte risonanza con una frequenza del suono tra i 95 e 120 Hertz: ben all'interno della gamma della bassa voce maschile.
Nei successivi test OTSF, si è scoperto che le camere di pietra nei templi antichi a Malta presentano lo stesso modello di risonanza, a una frequenza di 110 o 111 Hz.


Questo risulta essere un livello significativo per il cervello umano. Che la scelta sia stato intenzionale o no, la gente che trascorreva il tempo in un ambiente del genere era comunque esposta a vibrazioni, che influenzavano le loro menti.
Il Prof. Daniel Talma dell'Università di Malta, scienziato del suono, spiega: "A certe frequenze le onde stazionarie si enfatizzano a vicenda e ad altre le onde si de–enfatizzano l’una con l'altra. Si può pensare che tale effetto fosse utilizzato migliaia di anni fa, per creare uno stato di trance, e questo mi affascina".
Il Dr. Ian A. Cook dell’UCLA e i suoi colleghi hanno pubblicato i risultati di un esperimento effettuato nel 2008, in cui l'attività cerebrale regionale, in un certo numero di volontari sani è stata monitorata da EEG attraverso diverse frequenze di risonanza.
I risultati indicano che a 110 Hz i modelli di attività svolta nella corteccia prefrontale si spostano bruscamente, con una conseguente disattivazione relativa del centro del linguaggio e un passaggio temporaneo dal lato predominante a sinistra a quello a destra, relativo alla trasformazione emotiva. Nelle persone regolarmente esposte al suono di risonanza della frequenza di 110 o 111 Hz si sarebbe "accesa" una zona del cervello che gli studiosi della biologia del comportamento credono si riferisca all'umore, empatia e comportamento sociale.
Anche se gli archeologi non hanno trovato una spiegazione del perché queste soluzioni tecniche d'avanguardia improvvisamente fiorissero quasi seimila anni fa, il Prof. Richard England, Fellow dell'American Institute of Architects, vede un’evoluzione: "... Una crescita graduale, dalla grotta alla tomba. L'idea di continuità viene da un'architettura sotterranea. Gradualmente, da queste rocce scavate in spazi di forma ovulare, l'uomo si trasferì fuori terra, e sopra terra modellò un’architettura che seguiva le forme di una "architettura per i morti".
"Una volta che sai cosa stai cercando, è possibile vedere queste stesse curve nel soffitto di grotte naturali a Malta." Eneix osserva. "E' logico che i costruttori degli antichi templi osservassero gli echi e le caratteristiche del suono nelle grotte, e quindi cercassero di ricreare lo stesso ambiente in modo più controllato. Lo stavano facendo intenzionalmente, per facilitare uno stato alterato di coscienza? Vi sono molte cose che non conosciamo".
L’acustica può anche essere stata parte di una diffusa tradizione religiosa. Vecchie foto, in una prima edizione del National Geographic Magazine, mostrano la scoperta, in livelli sicuramente datati dei templi di Malta, di pietre a forma conica con una notevole somiglianza all'Omphalos o "ombelico" dell’oracolo di pietra di Delfi, utilizzato molto più tardi nel tempo da antiche sacerdotesse greche che ascoltavano la voce della terra per trarre presagi.


L'Omphalos è diventato uno Umbilicus quando i Romani hanno ripreso il concetto e hanno diffuso il loro impero. La linea del tempio colloca gli antichi costruttori di Templi a capo di una lunga catena di "coincidenze".

Altre anomalie di suoli nei Templi


Un mistero affascinante, anche se raramente discusso, a Chichen Itza, riguarda le strane anomalie acustiche osservabili nel grande cortile della palla e nel tempio di Kukulkan. Le parole sussurrate a bassa voce a un'estremità del grande cortile della palla (che misura 161 metri di lunghezza e 66 metri ca. di larghezza) sono chiaramente udibili fino in fondo e un semplice battito di mani o messaggio risuonava dal centro del Cortile della palla a produrre nove echi distinti. I visitatori hanno anche potuto constatare un curioso fenomeno acustico presso la piramide di Kukulkan, dove il suono di un applauso con le mano rimbalza indietro con un’eco come il suono di un cinguettio di uccelli Quetzal, l'uccello sacro associato sia con il nome della piramide sia con la sua divinità Kukulkan / Quetzalcoatl.


R.G. Jahn ed altri ricercatori hanno preso generatori di suono e hanno rilevato gli effetti nelle camere di sei antiche strutture, per misurarne le proprietà acustiche. I siti selezionati sono stati: Wayland's Smithy, Chun Quoit e Cairn Euny, tutti e tre nel Regno Unito; Newgrange [v. foto sopra], Cairns L e I, Carbane West, in Irlanda.
Tutti questi siti risalgono al 3500 a.C. circa. Le camere erano tutte delimitate da pietre rozzamente lavorate, ma non avevano configurazioni molto diverse. Newgrange ha una pianta a croce, altri sono rettangolari, o con piante a forma di alveare, o a petali. Citando sinteticamente la relazione di Princeton, ecco che cosa le indagini acustiche hanno trovato:
"Rudimentali misurazioni acustiche effettuate all'interno di sei diverse strutture del Neolitico e dell’Età del Ferro hanno rivelato che in ciascuna di esse esisteva una forte risonanza ad una frequenza tra 95 e 120 Hz (lunghezza d'onda di circa 3 metri). Nonostante le grandi differenze nelle forme e dimensioni degli ambienti, i modelli di risonanza presentavano tutti del ventri forti alle pareti esterne, con nodi opportunamente configurati e ventri intervallati verso la sorgente centrale. In alcuni casi, i disegni delle rocce all’interno e all’esterno somigliavano a questi modelli acustici. Dal momento che le frequenze di risonanza sono ben all'interno della gamma di voce di un maschio adulto, si può ipotizzare che alcune forme di canti umani fossero rafforzate dalla risonanza di queste cavità, e usate per fini rituali".
In alcuni casi, è emerso che alcune delle pietre verticali erano state intenzionalmente posizionate per migliorare le proprietà acustiche della Camera [R. G. JAHN et al., Acoustical Resonances of assorted ancient Structures, Technical Report PEAR 95002, Princeton University, March 1995; P. DEVEREUX et al., Acoustical properties of ancient ceremonial Sites, Journal of Scientific Exploration, 9:438, 1995.].

Perché 110 Hz?
Molte indagini archeo–acustiche di strutture megalitiche dell’età preistorica hanno individuato le risonanze acustiche a frequenze di 95–120 Hz, soprattutto in prossimità di 110–12 Hz, tutti campi presenti nella gamma vocale umana. Queste camere possono essere servite come centri per eventi sociali o spirituali, e le risonanze delle cavità delle camere potevano essere destinate a sostenere il canto rituale umano. Uno studio recente ha valutato la possibilità che i toni a queste frequenze possano interessare specificamente l'attività cerebrale regionale. In un progetto pilota, 30 adulti sani hanno ascoltato toni a 90, 100, 110, 120 e 130 Hz, mentre l'attività del cervello era monitorata con l'elettroencefalogramma (EEG). L’attività nella regione temporale sinistra è risultata essere significativamente inferiore a 110 Hz rispetto ad altre frequenze. Inoltre, il modello di attività asimmetrica sulla corteccia prefrontale si spostava da una attività maggiore a sinistra, per la maggior parte delle altre frequenze, ad una posizione dominante verso destra quando il suono andava verso 110 Hz. [COOK, I. A.; PAJOT, S. K.; LEUCHTER, A. F., Ancient Architectural Acoustic Resonance Patterns and Regional Brain Activity, Time and Mind, Volume 1, Number 1, March 2008 , pp. 95-104(10).]. Questi risultati sono compatibili con la disattivazione dei centri relativi al linguaggio e uno spostamento dell'attività prefrontale che possono essere correlati a processi emozionali.
(vedi Left Brain: Right Brain di Dan Eden: http://www.viewzone.com/bicam.html). Questi primi risultati intriganti suggeriscono che le proprietà acustiche delle strutture antiche potessero influenzare la funzione del cervello umano, e suggeriscono che il canto avrebbe potuto essere utilizzato per potenziare le attività della parte destra del cervello.

Fonte: Viewzone


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