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di Past Horizons
L'IMPORTANZA DEL GIOCO NELLA SOCIETA' DELL'INDO


Il gioco è stato un elemento centrale della vita delle persone sin da 4.000 anni fa. Ecco quanto è stato rivelato da una tesi di archeologia dell’Università di Göteborg, Svezia, che indaga la rilevanza sociale del fenomeno del gioco e dei giochi durante l’età del bronzo nella valle dell'Indo, nell'odierno Pakistan.


Non è raro che gli archeologi che scavano antichi insediamenti trovino reperti legati al gioco e allo svago, ma all'interno dell’archeologia ufficiale questi tipi di reperti spesso sono stati ignorati.
“Sono stati considerati, ad esempio, segni di innocui passatempi e quindi considerati meno importanti per la ricerca, o sono stati reinterpretati basandosi su aspetti rituali o come simboli di status sociale”, spiega l'autrice della tesi, Elke Rogersdotter.
Lei ha studiato manufatti relativi ad attività ludiche, trovati in scavi nelle rovine dell'antica città di Mohenjo-daro, nell'odierno Pakistan. La città costituisce il più grande insediamento urbano dell'età del bronzo nella valle dell'Indo, un complesso culturale della stessa epoca dell’antico Egitto e della Mesopotamia. L'insediamento è difficile da interpretare; ad esempio, gli archeologi non hanno trovato eventuali resti di templi e palazzi. Pertanto è stato duro formulare un parere su quale fosse la struttura di governo o su qualsiasi classe o élite che avesse il potere".


Lo studio di Elke Rogersdotter mostra alcuni risultati sorprendenti. Quasi un decimo dei ritrovamenti effettuati nella città in rovina è correlato ad attività di gioco. Ci sono, ad esempio, diverse forme di dadi e pezzi di gioco “da tavolo”. I reperti esaminati, inoltre, erano dispersi non dappertutto. Sono stati identificati modelli ripetitivi nella distribuzione spaziale, il che può indicare percorsi specifici, lungo i quali i giochi erano praticati.
"La marcata quantità di reperti relativi al gioco e la struttura della loro distribuzione mostrano che il gioco era già una parte importante della vita popolare quotidiana, più di 4000 anni fa", dice Elke.


“La ragione per cui i manufatti relativi gioco sono spesso ignorati o reinterpretati negli scavi archeologici è probabilmente un’incongruenza del pensiero scientifico con il fenomeno irrazionale rappresentato dai giochi e dalla dimensione ludica”, ritiene Elke.
"Perciò l'obiettivo di determinare la rilevanza sociale dei giochi, a sua volta, sfida i modi consolidati di pensare. È uno strumento che possiamo usare per raggiungere interpretazioni che sono più vicine alla persona e all’individuo. Noi possiamo conquistare altri approcci, più corretti socialmente, per comprendere un insediamento difficile-da-interpretare".

Per ulteriori informazioni contattare: Elke Rogersdotter
elke.rogersdotter@archaeology.gu.se
Università di Göteborg

http://www.pasthorizons.com/index.php/archives/02/2011/almost-every-tenth-find-from-mohenjo-daro-is-play-related#ixzz1EC3yYJTC


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