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di David Perlman, Chronicle Science Editor
I PRIMI ABITANTI ARRIVARONO ALLA CALIFORNIA DAL MARE


Uno straordinario ritrovamento di punte di lancia di pietra, finemente lavorate, rivela che i primi abitanti della California arrivarono per mare circa 13.000 anni fa, nella zona che oggi è nota come le Isole del Canale (Channel Islands), ed erano pescatori, cacciatori di uccelli e di foche.


Il ritrovamento suggerisce che, contrariamente alle credenze della maggior parte degli archeologi, generationi di quei primi Americani mossero verso la Costa del Pacifico dalle isole, dopo che i loro antenati erano migrati dall’Asia verso l’America del Nord, ha affermato Jon M. Erlandson, professore di antropologia dell’University of Oregon.
Tale ipotesi è avvalorata dai segni di insediamenti umani,risalenti almeno 14.000 anni fa, già trovati lungo le coste del Cile, del Perù e della Baja California, ha detto Erlandson in un’intervista. Con i suoi colleghi, egli descrive la scoperta effettuata nelle Channel Islands, nella rivista Science.
La maggior parte degli archeologi ha a lungo sostenuto che le migrazioni verso l’America si siano mosse sul ponte ghiacciato che un tempo attraversava e copriva lo Stretto di Bering, tra la Russia e l’Alaska. Poi essi pensano che i loro discendenti migrassero verso Est e verso Sud, e infine verso la Costa del Pacifico.
Non fu necessariamente così, affermano Erlandson e i suoi colleghi.
Quel popolo che attraversò il "ponte di terra" ha lasciato oggetti molto rozzi di pietra, noti come punte "Clovis", attraverso una vasta regione. La scoperta di oggetti lavorati più finemente, da parte del gruppo di Erlandson, suggerisce un percorso migratorio diverso, diretto dalle isole alla costa di Santa Barbara ed oltre.
"La manifattura di queste punte è tanto delicata, esse appaiono veramente squisite" ha detto Torben C. Rick, principale collaboratore di Erlandson e curatore dell’archeologia del Nord America presso la Smithsonian Institution di Washington.
"Sono molto fini, con particolari e barbe delicati, e mostrano un livello straordinario di capacità artigianali", ha detto Erlandson. "La loro elaborazione e il loro gusto artistico sono straordinari".
I particolari e le barbe, ha detto, erano probabilmente "adattati in modo speciale alla caccia in ambienti marini", e per nulla adatti alla caccia di grande selvaggina, come invece sono la maggior parte delle punte Clovis.
Tra le punte di lancia, il gruppo di Erlandson ha trovato anche oggetti finemente lavorati a mezzaluna (v. foto), che si pensa servissero a cacciare gli uccelli da vicino.
Insieme agli oggetti trovati nelle isole di Santa Rosa e San Miguel, gli archeologi hanno trovato migliaia di ossa di oche, cormorani, albatros e foche, e lische di ogni tipo di pesci, conchiglie di molluschi, gusci di granchi e di abalone.
A quei tempi, il livello del mare lungo la California era circa 70 metri più basso di oggi, e le Channel Islands erano situate a 5 – 7 miglia dalla costa, il che richiedeva agli antichi Americani di costruire imbarcazioni robuste per affrontare le acque piuttosto violente, ha detto Erlandson.
In un articolo che stanno per pubblicare su un’altra rivista, egli ed il suo collega Todd Braje, professore di antropologia alla Humboldt State University, suggeriscono che le punte di lancia trovate nelle Channel Islands siano culturalmente connesse a simili oggetti di pietra trovati in Giappone, in un sito di 15.000 anni, e in un altro sito lungo le sponde d’un fiume nella penisola russa del Kamchatka, di 13.000 anni.
Erlandson e Braje credono che nello stesso periodo - circa 15.000 anni fa – avvenissero migrazioni dalle isole del Giappone e dall’estremo oriente della Russia, attraverso il Mar di Bering, utilizzando i ponti di terra allora esistenti, e lungo le coste. Quei popoli portarono con sé i propri strumenti per cacciare sino al nuovo continente, ad una nuova patria costiera, la California, e oltre.
Tra gli archeologi, l’idea suscita controversie.
Peter Bleed, professor do antropologia all’Università del Nebraska, che ha visto le antiche punte giapponesi, ha detto in una e-mail che esse appaiono piuttosto differenti da quelle ritrovate nelle Channel Islands. Bleed nutre forti dubbi che fosse possibile un’antica migrazione per mare dall’Asia all’America.
"Era pur sempre una gran distanza, quella che separava il Kamchatka da Santa Catalina", ha detto Bleed.

E-mail David Perlman at dperlman@sfchronicle.com.

Questo articolo è apparso nella pagina A - 1 del San Francisco Chronicle, 4/3/2011

Altre fonti: http://www.sfgate.com/cgi-bin/article.cgi?f=/c/a/2011/03/04/MNJ71I0NPH.DTL#ixzz1FqDKYt6i


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