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di Black Past
LA MITICA CITTA' DI GAO



"Gao è una grandissima città, priva di mura di cinta. Si trova a circa 150 leghe (650 km)a sud-est di Timbuktu. La maggior parte delle case sono brutte. Ce n'è tuttavia qualcuna di miglior apparenza, in cui abitano il re e la corte. Gli abitanti sono ricchi commercianti, c'è un'infinità di neri che portano oro per comprare beni della Barbaria e dell'Europa...
La città è ben sistemata, in confronto a Timbuktu. Vi si trovano pane e carne in estrema abbondanza, ma non vi sono né vino né frutta. Meloni, cocomeri e zucche eccellenti vi abbondano e il riso vi si trova in quantità enorme. Numerosi sono i pozzi d'acqua dolce. Nella piazza del mercato si vendono ogni giorno schiavi, maschi e femmine. Una ragazza di quindici anni vale circa sei ducati, e così pure un giovane uomo. I bambini e gli schiavi anziani valgono circa la metà.
Il re possiede un palazzo riservato alle sue donne, mogli e concubine, con schiavi ed eunuchi a guardia. Ha anche una guardia di cavalieri e arcieri. Tra la porta pubblica e quella riservata del palazzo c'è un gran cortile cinto da muro. Su ciascun lato, una galleria riservata alle udienze. Il re sbriga personalmente i propri affari, assistito da numerosi funzionari, segretari, consiglieri, capitani e intendenti".
(Leone l'Africano, sec. XVI).

La città medievale di Gao, situata vicino alla grande ansa Nord del fiume Niger, fu la capitale dello stato Songhai in Africa centro–occidentale, dal sec. XI sino alla caduta dell'Impero Songhai alla fine del sec. XVI, per mano dei sultani marocchini. Gao fiorì come un centro politico potente e ricco, situato lungo le rotte commerciali trans-sahariane, e fu un rinomato centro di studi islamici nei sec. XV e XVI.
Le testimonianze archeologiche, come frammenti di vasi e perline, suggeriscono che il sito di Gao fosse stato abitato sin dal nostro IX secolo. La vantaggiosa posizione di Gao lungo il fiume Niger garantiva abbondanti risorse naturali, come il pesce, una fonte sicura di acqua per l'irrigazione e per compiere viaggi, annuali depositi di limo per rendere la terra fertile. Recentemente gli archeologi hanno trovato merci importate dal Nord Africa, risalenti all’XI e al XII secolo, che suggeriscono più forti legami commerciali internazionali con la regione, come pure contatti con l'Islam anteriori a quanto si credesse in precedenza.
Gao e lo stato Songhai crebbero in ricchezza e importanza, come una provincia assoggettata all'impero del Mali, attorno al 1290. Nel 1375, Gao si ribellò e alla fine lo stato Songhai si staccò dall'Impero del Mali e si sviluppò come un impero autonomo. Da Gao, le campagne militari di Sonni Ali Ber, che governò tra il 1464 e il 1492, ampliarono e rafforzarono l'Impero Songhai. Con la sottomissione di popolazioni nomadi, Sonni Ali Ber si assicurò uno stretto controllo sulle rotte commerciali verso il nord e il sud. Il commercio di sale e d'oro, che era la più lucroso commercio della regione in quel periodo, passò sotto il controllo dell'Impero Songhai dal 1500.
Il complesso murato della Grande Moschea, nel centro della città, include la tomba dell'imperatore Askia Muhammad. Esso testimonia la ricchezza e la potenza di Gao e dell’Impero Songhai durante il XV e il XVI secolo. L'imperatore Askia Muhammad, il fondatore della dinastia Askia, che governò dal 1493 al 1528, costruì il complesso intorno al 1510. La tomba è una grande piramide a gradoni, costruita con malta di fango e mattoni di argilla cruda. Il muro che circonda la tomba include una moschea di mattoni di terra con due sale di preghiera, una per gli uomini e una per le donne. Le due sale di preghiera hanno un doppio mihrab, che è una caratteristica dell'architettura islamica dell’Africa occidentale.


Da Gao, Askia Muhammad conquistò gli antichi territori del Mali, Occidente, e stabilì un sistema di organizzazione provinciale di quello che sarebbe diventato il più grande impero africano del XVI secolo.
Oltre al suo successo commerciale e politico, durante il Regno di Askia Muhammad, Gao divenne il principale centro religioso e intellettuale dell'Africa occidentale.
Alla fine del XVI secolo, il re marocchino Mulay al Mansur conquistò l'Impero Songhai e Gao. Al Mansur condusse un esercito invasore che includeva mercenari spagnoli e introdusse le armi da fuoco nella regione. Dal 1590 gli eserciti marocchini conquistarono Gao e distrussero l'autorità centrale dell'Impero Songhai.
Ricordiamo l'immagine di Gao data da Pierre Benoit nel suo romanzo "L'Atlantide":

“… Un giorno, all'orizzonte, tu vedrai risplendere Gao, non più Gao asservita e degradata al ruolo di un'infima borgata, ma la Gao splendida d'un tempo, la grande capitale del paese dei neri, Gao rigenerata, con la moschea dalle sette torri e dalle quattordici cupole di turchese, con le case dai freschi cortili, le fontane, i giardini irrigati, pieni di grandi fiori rossi e bianchi. Allora, sarà finalmente per te l'ora della liberazione… "
– Gao. Ecco Gao –
– Gao… ecco gli alberi e le fontane, le cupole e le torri, i palmizi e i grandi fiori rossi e bianchi. Gao! –
All'orizzonte in fiamme, una città fantastica sorgeva, in effetti, e s’innalzava con i suoi prodigiosi edifici d’arcobaleno”.

(Pierre Benoît, L’Atlantide)
Gao oggi è un centro di commercio regionale del Mali e conta 80–90.000 abitanti.

Fonti
Catherine Coquery-Vidrovitch, The History of African Cities South of the Sahara: From the Origins to Colonization (Princeton: Princeton University Press, 2005);
Philip D. Curtin, African History: from Earliest Times to Independence (London: Longman, 1995):
Timothy Insoll, "Iron Age Gao: An Archaeological Contribution," The Journal of African History, 38:1 (1997): 1-30;
Tomb of Askia,” World Heritage List, 10 December 2009;
http://whc.unesco.org/en/list/1139.

Fonte: http://www.blackpast.org/?q=gah/city-gao


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