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di Rossella Lorenzi, Discovery News
LE PORTE SEGRETE DELLA GRANDE PIRAMIDE
La grande sfida per il 2012





La Grande Piramide di Giza. Credito: Nina / Creative Commons


Nel 2012 si riuscirà a far luce sul mistero che circonda le porte segrete della Grande Piramide?
Oserei dire di sì. Dopo quasi due decenni di tentativi falliti, sono ora forti le probabilità che i ricercatori svelino il prossimo anno cosa si nasconde dietro le porte segrete nel cuore della piramide più bella dell'Egitto.
Nuove rivelazioni sul mistero erano già previste per quest'anno, dopo che un robot aveva compiuto la prima esplorazione del mausoleo faraonico, di circa 4500 anni.
Ma i disordini in Egitto hanno congelato il progetto nella sua fase più promettente, dopo la pubblicazione delle prime immagini mai realizzate dietro una delle porte misteriose della Grande Piramide.
Ora il Consiglio Supremo delle Antichità (SCA), una volta guidato dal controverso ma carismatico Zahi Hawass, sta lentamente tornando a concedere permessi per scavi e ricerche archeologiche.

"Come per altre missioni, abbiamo dovuto ripresentare la nostra domanda per ottenere il permesso di continuare. Stiamo aspettando che i vari comitati formalizzino l'approvazione," ha dichiarato a Discovery News Shaun Whitehead, il direttore del progetto inglese di esplorazione Scoutek.
"Una volta che ci sarà permesso di continuare, non ho dubbi che possiamo completare il nostro lavoro nel 2012", ha aggiunto.
Costruita per il faraone Khufu, conosciuto anche come Cheope, la Grande Piramide è l’ultima meraviglia rimasta del mondo antico.

Il monumento è il più grande di una famiglia di tre piramidi nella piana di Giza, alla periferia del Cairo, e da tempo si dice che esistano passaggi nascosti che portano a camere segrete.
Gli archeologi si sono a lungo scervellati sulla funzione di quattro stretti cunicoli esistenti dentro la piramide, da quando sono stati scoperti nel 1872.
Due cunicoli si estendono dalla camera superiore, o "Camera del Re", sino ad uscire all'aria aperta. Ma i due inferiori, uno sul lato sud e uno sul lato nord della cosiddetta "Camera della Regina", scompaiono all'interno delle strutture, approfondendo il mistero della piramide.


La fotocamera Snake entra nel buco esistente nel primo blocco di pietra. Per gentile concessione del Team Djedi.


Generalmente ritenuti passaggi rituali per l'anima del faraone morto per raggiungere l'aldilà, questi cunicoli di 8 pollici quadrati sono rimasti inesplorati sino al 1993, quando l'ingegnere tedesco Rudolf Gantenbrink inviò un robot attraverso il condotto meridionale.
Dopo una salita costante di 213 metri dal cuore della piramide, il robot si fermò davanti ad una lastra di calcare misteriosa, ornata da due perni di rame.

Nove anni dopo, il condotto meridionale è stato esplorato in diretta televisiva. Mentre il mondo tratteneva il respiro, un robot fatto per l’esplorazione delle tombe ha spinto una telecamera attraverso un foro praticato nella porta col fregio di rame - solo per rivelare quella che sembrava essere un'altra porta.
Il giorno seguente, il robot fu inviato attraverso il cunicolo nord. Dopo avere strisciato per 213 metri e compiuto diversi tornanti, il robot si interruppe bruscamente di fronte a un'altra lastra di calcare.
Come per la porta Gantenbrink, la pietra era ornata da due perni di rame.

L’attuale progetto Djedi, una missione congiunta egiziana e internazionale che prende il nome dal mago che Cheope consultò al momento di disegnare il progetto della sua piramide, è andato oltre il punto che mai chiunque mai prima avesse raggiunto nella piramide.
Il progetto è iniziato con l'esplorazione del condotto meridionale, che termina alla cosiddetta "porta di Gantenbrink". Un robot, progettato da Rob Richardson dell'Università di Leeds, è stato in grado di arrampicarsi dentro le mura del pozzo, portando una micro-fotocamera "serpente" in grado di vedere dietro gli angoli.
A differenza di precedenti spedizioni, in cui le immagini della telecamera erano ottenute soltanto guardando dritto avanti, questa fotocamera era abbastanza piccola da entrare attraverso un piccolo foro in una porta di pietra alla fine del tunnel.


Scritte geroglifiche in vernice rossa sul pavimento di una camera nascosta nella Grande Piramide d'Egitto. Per gentile concessione del Team Djedi.


Questo ha dato ai ricercatori una visione chiara nella camera al di là - che non era stata vista da occhi umani dopo la costruzione della piramide. Immagini di geroglifici di 4500 anni scritti in vernice rossa cominciarono ad apparire.
Secondo alcuni studiosi, le marcature sono segni numerici ieratici che registravano la lunghezza del cunicolo. La teoria non è stata confermata dai ricercatori.
"La nostra strategia è quella di mantenere una mente aperta e di trarre conclusioni solo quando avremo completato il nostro lavoro", ha dichiarato Whitehead.
La squadra Djedi è stata anche in grado di esaminare i due perni di rame sconcertanti incorporati nella porta della camera.

Le immagini hanno mostrato che la parte posteriore dei chiodi è incurvata su se stessa, magari suggerendo uno scopo ornamentale.
Dotato di una gamma unica di strumenti, che comprendeva anche un robot in miniatura "scarabeo", che può andare bene attraverso un foro di 0,74 pollici (1,9 cm) di diametro, un trapano a carotaggi, e un dispositivo ad ultrasuoni miniaturizzato in grado di toccare le pareti e di ascoltare la risposta per aiutare a determinare lo spessore della pietra, il team Djedi era pronto a continuare l'esplorazione della piramide lo scorso agosto. Ma la svolta degli eventi politici in Egitto fermò il progetto.
Whitehead è fiducioso che il robot possa rivelare molto di più, una volta che la squadra otterrà il permesso di riprendere la ricerca.
"Il piano è lo stesso di sempre. Completeremo il sondaggio dei cunicoli che partono dalla Camera della Regina e guarderemo oltre le pietre del primo e secondo blocco in almeno un cunicolo", ha dichiarato Whitehead.
"Anche se non guardiamo oltre le pietre di blocco, la mappatura precisa dei cunicoli sarà un risultato fantastico e fornirà indizi importanti per determinare lo scopo di questi elementi archeologici dalle caratteristiche uniche", ha concluso.

Fonte: Discovery News, 9 dicembre 2011.


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