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LA BELLISSIMA CITTA' RUPESTRE INVOCA ANGELI CUSTODI
Le rovine della grande città rupestre d’Europa: un luogo da vedere, ma ha bisogno di aiuto.


E’ fuori dai sentieri battuti dal turismo mondiale. A differenza dei grandi monumenti di Roma antica, Grecia, Egitto, Cina e Mesoamerica, vede molti meno visitatori. Ma i turisti occasionali o gli studiosi che vengono a vederla si rendono conto che è altrettanto impressionante come il Colosseo o le Piramidi di Giza. Costruita a cavallo e nella parete a picco di una montagna, assomiglia a una sorta di ibrido di Petra in Giordania e delle abitazioni in parete di Mesa Verde degli Stati Uniti.... o, per chi ha familiarità con le opere di Tolkien, qualcosa come le rovine di Minas Tirith. Conosciuta come la città grotta o monastero di Vardzia, fu scavata nel fianco del Monte Erusheli vicino alla città di Aspindza e al fiume Mtkvari nel sud della Georgia durante il tardo sec. XII. Oggi è una meta turistica per i georgiani, gli europei e gli altri in tutto il mondo che sanno della sua esistenza. Ma alcuni dei suoi resti notevoli crolleranno via nell'oblio se la cura esperta e la conservazione non si realizzeranno in pieno.


Vardzia è stata l'ispirazione della regina Tamar (v. il dipinto nella foto), che nel 1185 d.C. ascese al trono della Georgia. Fermamente cristiana, sostenitrice delle arti, la regina promosse una rinascita culturale nella Georgia medievale, ma dovette fronteggiare la minaccia costante dell’espansione dell'Impero mongolo a est. Per proteggere la tradizione monastica del paese e la sua gente dalle forze d’invasione, ordinò la costruzione di un imponente santuario monastico rupestre, scavato nella roccia, che potesse essere raggiunto solo attraverso un tunnel segreto, nei pressi del fiume Mtkvari e dell'odierna Aspindza. Fu un’impresa monumentale, che si tradusse in un colossale monastero scavato nella roccia con 13 livelli e 6.000 abitazioni per i monaci e coloro che fuggivano gli invasori. I monaci che abitavano la nuova città sotterranea crearono anche un sistema di terrazzamenti agricoli e per l'irrigazione per alimentare coloro che stavano dentro. In termini di cibo e acqua, è considerato forse il primo complesso autosufficiente ed ecosostenibile in Europa.
Dopo aver con successo frustrato gli invasori mongoli, il complesso era considerata inespugnabile. Ma la natura ha fatto ciò che gli uomini non potevano nel 1283, quando un enorme, catastrofico terremoto distrusse gran parte di Vardzia. Ciò che restava del monastero continuò per altri 268 anni sino a quando gli invasori persiani, sotto Sash Tahmasp, saccheggiarono il monastero e massacrarono i monaci. Rimase poi in abbandono sino al sec. XX, quando un piccolo gruppo di monaci fu restituito al monastero. Sino ad oggi, il sito funziona sia come monastero sia come museo.
Vardzia, tuttavia, deve affrontare una nuova minaccia, soprattutto in relazione ai dipinti murali inestimabili che adornano l'interno della Chiesa della Dormizione, considerata il punto focale del monastero. Qui, dipinti murali raffiguranti immagini della Vergine Maria, della Regina Tamar, di santi venerati a livello nazionale e la Passione di Cristo si sono deteriorati e sbiaditi a causa in gran parte dell’abbandono del passato e della cattiva gestione. "La loro condizione è allarmante", afferma un funzionario della Società Britannica georgiana, una organizzazione non-profit dedicata ai rapporti culturali tra il Regno Unito e la Georgia. "Gran parte dei dipinti è difficile da decifrare a causa dell’annerimento derivato da funi e delle riparazioni inadeguate. La pulizia in passato non ha tenuto conto della loro fragilità". [1] Recenti studi scientifici ed esami hanno mostrato che i dipinti sono molto più complessi di quanto si pensasse, ispirando di un movimento per conservare, per proteggere e ripristinare i dipinti nel modo più vicino possibile al loro splendore originale. L' Agenzia nazionale per la tutela del patrimonio culturale della Georgia , l’Accademia Statale di Tbilisi di Belle Arti e il Courtauld Institute of Art stanno collaborando per aiutare a preservare i dipinti murali. Ulteriori finanziamenti sono cercati per agevolare gli sforzi.
Il Courtauld raccoglierà la metà dei fondi necessari attraverso l’ "angelo custode" del programma. Gli individui che vogliono aiutare possono contattare Samuel Coote dell'Ufficio Sviluppo Courtauld a samuel.coote@courtauld.ac.uk , o per donazioni e sponsorizzazioni, il professor David Park, Direttore del Dipartimento Conservazione della Wall Painting presso il Courtauld, a david.park@courtauld.ac.uk.


Veduta del monastero di Vardzia. Cortesia Lidia Ilona, Flickr



Dipinti rupestri (murali) nella Chiesa della Dormizione, con la regina Tamar (a sinistra)
e suo padre, re Giorgio III (a destra). Doron, Wikimedia Commons.


Particolare della regina Tamar (a sinistra) e Giorgio III (a destra).
Questo è il primo ritratto superstite di Tamar dalla Chiesa della Dormizione di Vardzia, c. 1184-1186.
Kober, Wikimedia Commons.


La Chiesa della Dormizione. Cortesia Henribergius, Flickr.


Ripidi gradini salgono a Vardzia. Cortesia Henribergius, Flickr.


Tunnel di fuga usato dai residenti di Vardzia per sfuggire dagli invasori mongoli.
Cortesia Henribergius, Wikimedia Commons.


Vardzia vista dal campanile. Cortesia Henribergius, Wikimedia Commons.


Panorama completo di Vardzia. Cortesia Wojciech Bijok, Wikimedia Commons.

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[1] http://britishgeorgiansociety.com/links/9-news/50-become-a-guardian-angel-of-vardzia

Fonte: Popular Archaeology, dicembre 2011 (12.1.2012).



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