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di Bradley T. Lepper
NUOVE TECNOLOGIE PER SBIRCIARE NEL PASSATO


In archeologia, come negli altri campi della scienza, c’è sempre qualcosa di nuovo: una scoperta, o lo sviluppo di nuove tecnologie che permettono di interpretare meglio le scoperte già fatte.
Le grandi opere di terra dell’Ohio non sono certamente una scoperta nuova. La prima pubblicazione della Smithsonian Institution, nel 1848, includeva il rilievo della maggior parte dei siti più estesi.
Purtroppo, da allora, molti di quei siti meravigliosi sono stati sconvolti o totalmente distrutti per lasciare il posto a case, esercizi commerciali e fabbriche. Per esempio, gli autori del rapporto della Smithsonian concludevano, riferendosi alle opera di terra che un tempo costellavano Newark: “Le antiche linee possono ora essere tracciate solo a intervalli, negli spazi liberi tra i giardini e le ville”.
Nel numero di ottobre della rivista American Antiquity, due archeologi dell’Ohio, Jarrod Burks, della Ohio Valley Archaeology Inc., e Robert Cook, della Ohio State University, hanno presentato i risultati della loro “riscoperta” di alcune opere di terra perdute dell’Ohio, grazie alla tecnologia rivoluzionaria dei sensori remoti.
La registrazione geofisica a distanza abbraccia una varietà di metodi per “vedere” sotto il suolo. Uno degli strumenti principali usati da Burks e Cook è il magnetometro fluxgate, che misura deboli variazioni delle proprietà magnetiche del suolo.
Le opere in terra sono generalmente piuttosto ampie e la loro costruzione implica lo spostamento di grandi masse di terra. Dovunque il terreno sia stato alterato, il campo magnetico di base presenta anomalie e il magnetometro può scoprire le modifiche. La “firma” magnetica delle opera di tyerra si vede e si riconosce bene, di solito.


Quest’immagine del Cerchio di Shriver include dati magnetometrici.


Un caso significativo è quello del Cerchio di Shriver, uno dei maggiori recinti circolari mai costruiti nella Ohio Valley. Esso fu rilevato dai ricercatori della Smithsonian e si sapeva che si trovava circa 2,5 miglia (4 km) a nord di Chillicothe. Tuttavia, dopo decenni di lavori agricoli e di altri sviluppi, esso è stato ampiamente nascosto nelle forme del paesaggio.
Nel 2008, Burks e Cook hanno condotto un rilievo magnetometrico di gran parte del cerchio — ottenendo anche il permesso di un rilievo sul campo d’una giornata, sui terreni della Chillicothe Correctional Institution. I risultati sono impressionanti.
Anche se ben poco si può ancora percepire al suolo dell’antico recinto, I dati magnetici rivelano in dettaglio le sue ammirevoli linee.
Burks e Cook hanno concluso che le fondazioni dell’opera di terra e I suoi fossi, benché riempiti, siano rimasti “abbastanza intatti e possono essere individuati anche in aree di edificazione e demolizione intensiva”.< p> Con l’individuazione e il rilievo delle preziose reliquie di opera in terra considerate perse per sempre, la tecnologia dei sensori remoti offre una seconda chance di studiare la storia di quei siti.
I dati raccolti possono essere usati per produrre mappe più accurate e per compiere scavi archeologici più mirati, per guidare gli sforzi di restauro o identificare i siti da preservare.
Burks e Cook dicono che i nuovi metodi stanno “raffinando in modo considerevole le nostre conoscenze delle opere di terra dell’Ohio”. Inoltre, essi stanno cambiando in maniera sostanzaiale il modo di fare archeologia.

Fonte: The Columbus Dispatch, 22 / 1 / 2012.


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