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UN’ANTICA REGINA DI PIRATI IN ARABIA
Rym Ghazal

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Le immagini delle monete aiutano a ricostruire la storia passata. Alcune monete ritrovate a ed-Dur (Umm al-Qaiwain, Emirati Arabi Uniti) hanno sollevato interrogativi e discussioni,
Si tratta di un autentico mistero, afferma il Dr. Ernie Haerinck. “Le monete, di conio locale, recano un nome aggiunto in aramaico: ‘Abi’el’, che significa letteralmente “la figlia di”.
“Forse ed-Dur era un regno retto da una donna?”
Il nome fu aggiunto a monete correnti, che erano “imitazioni d’imitazioni” di originali attribuibili al primo secolo d.C.


Su tali pezzi è raffigurata la testa di Heracles, o Ercole, che indossa le spoglie del leone Nemeo (con un punto ben marcato su una guancia) e sull’altra faccia della moneta appare una figura maschile seminuda in trono (forse Zeus o un altro dio solare), con un cavallo o una protome a forma di cavallo, in luogo della più comune figura di aquila al centro di una panoplia di armi.
Su alcune monete, compaiono anche un’ancora a tre punte o un tridente e un albero di palma, tutte immagini che si collegano al dio solare, poiché il legno e i rami di palma erano bruciati intorno al tempio di ed-Dur.
Anche il cavallo è associato al dio solare e fornisce un’ulteriore evidenza che il sito fosse consacrato al culto di Shams/Shamash (il Sole).
Più di 118 monete di rame o d’argento di diverse forme e misure sono state trovate a ed-Dur. Esse corrispondono in una certa maniera agli standards degli oboli attici dell’antica Grecia (monete che pesavano meno d’un grammo), delle dracme (4-5g) e delle tetradracme (14-17g).
“Uno dei maggiori problemi che incontriamo con questo lotto di oggetti rituali pre-Islamici è che non si conosce nessun documento storico scritto, e ci sono pochissimi specialisti che sappiano leggere l’Aramaico e i suoi vari dialetti” dice il Dr. Haerinck.
Oltre alle monete di conio locale, che offrono la prova di un’autonomia economica e di un’indipendenza politica, vi sono molte altre scoperte non ancora spiegate a ed-Dur, il che spinge il Dr. Haerinck ad affermare: “Forse qui c’erano i pirati?
“Infatti l’ampiezza dei ritrovamenti può essere attualmente spiegata solo facendo riferimenti a testi romani relativi a tali luoghi, pensando che I pirati insediati a ed-Dur si arricchissero con saccheggi compiuti qua e là nel mondo circostante.”

rghazal@thenational.ae

Fonte: The National, 2 ottobre 2012.


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