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AUTENTICATO IL SANGUE DI LUIGI XVI
IL RE DI FRANCIA GHIGLIOTTINATO


Gli scienziati hanno stabilito l'autenticità di un pezzo di stoffa immerso nel sangue di Luigi XVI (nella foto), l'ultimo re francese giustiziato sulla ghigliottina.


Gli scienziati hanno autenticato uno straccio che si ritiene sia stato immerso nel sangue del monarca francese Luigi XVI dopo la sua esecuzione.
La scoperta dimostra anche l'autenticità di una testa mummificata che si credeva essere quella di Enrico IV, re di Francia del sec. XVI, che è stata usata per fare il confronto del DNA.
Luigi XVI fu ghigliottinato il 21 gennaio 1793, la prima vittima del "regno del terrore" che seguì l’insurrezione rivoluzionaria in Francia.
Come era abitudine per le esecuzioni di aristocratici francesi, gli spettatori immersero i fazzoletti nel sangue della vittima decapitata, come ricordo morboso.
Uno straccio di tale tipo fu conservato in una calabassa - una specie di zucca che viene essiccata e utilizzata come una bottiglia - sulla quale era scritto: " Il 21 gennaio, Maximilien Bourdaloue immerse questo fazzoletto nel sangue di Luigi XVI dopo la sua decapitazione".
L’oggetto è stato di proprietà di una famiglia italiana per più di un secolo - ma la sua assoluta autenticità non era stata provata fino ad ora.
Nel 2010 campioni di DNA prelevati dallo straccio hanno mostrato una buona corrispondenza con alcuni aspetti della descrizione di re Luigi,, compresi i suoi occhi azzurri.
Ma gli analisti non hanno potuto dimostrare l'autenticità del sangue al di là di ogni dubbio, perché non c'era il DNA proveniente da uno qualsiasi dei suoi parenti - fino a quando non hanno esaminato la presunta testa del re Enrico IV, del sec. XVI, che era stata rubata dalla cappella reale di Saint Denis - vicino a Parigi - dai rivoluzionari.
Enrico IV, uno dei monarchi più popolari della Francia, che fu in grado di conciliare brevemente le comunità protestanti e cattoliche del Paese, fu assassinato da un fanatico cattolico nel 1610, all'età di 57 anni.
Dopo che la sua testa mummificata fu rubata durante la rivoluzione, cambiò di mano più volte, fu venduta all'asta e conservata in collezioni private.
Nel 2010 il DNA di Enrico è stato analizzato e, come nel caso di Luigi, gli scienziati hanno detto di ritenere che fosse autentico, perché il materiale genetico era coerente con le descrizioni del re del XVI secolo.
Ma nel recente studio, condotto da esperti francesi e italiani, entrambi i gruppi di resti sono stati autenticati, dato che gli studiosi hanno trovato una firma genetica rara condivisa dai due uomini, pur essendo separati da sette generazioni.
"Questo studio dimostra che [i resti] condividono un patrimonio genetico trasmesso attraverso la linea paterna," ha detto alla AFP il patologo forense Philippe Charlier. "Hanno un legame diretto tra loro attraverso i loro padri. Si potrebbe dire che non c'è più assolutamente alcun dubbio",
"Si tratta di una probabilità circa 250 volte superiore che il sangue della testa di Enrico e quello di Luigi siano correlati per via paterna, che non se si trattasse di estranei," ha detto il co-autore Carles Lalueza-Fox dell'Istituto di Biologia Evolutiva di Barcelona.
Sarebbe "molto sorprendente" se i resti non appartenessero ai due monarchi assassinati, ha aggiunto.

Fonte: France24.


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