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di David Keys
IL PIU' ANTICO CALENDARIO HA 10.000 ANNI


Gli esseri umani hanno avuto un sofisticato sistema calendariale migliaia di anni prima di quanto si pensasse, secondo una nuova ricerca.
La scoperta si basa su un'analisi dettagliata dei dati di un sito archeologico nel nord della Scozia - una fila di antichi pozzi che gli archeologi credono sia il calendario più antico del mondo. Si tratta di una realizzazione quasi 5000 anni più vecchia rispetto al suo rivale più vicino - un antico calendario dell’Età del Bronzo, in Mesopotamia.
Creato dai Britanni dell’Età della Pietra circa 10.000 anni fa, gli archeologi ritengono che il complesso di buche fosse stato progettato per rappresentare i mesi dell'anno e le fasi dei mesi lunari. Credono che esso permettesse anche l'osservazione del sorgere del sole al solstizio di pieno inverno - in effetti la nascita del nuovo anno - in modo che il calendario lunare potesse essere annualmente ricalibrato per riportarlo in linea con l'anno solare.
Sorprendentemente il monumento è stato in uso per circa 4000 anni – dall’8000 a.C. circa (primo periodo Mesolitico) a circa il 4000 a.C. (Neolitico antico).
I pozzi sono stati periodicamente risistemati - probabilmente decine di volte, forse centinaia di volte – in quel periodo di più di quattro millenni. E' quindi impossibile sapere se essi originariamente fossero fatti per installarvi pali di legno o pietre in piedi, dopo che erano stati scavati prima di 10000 anni fa. Tuttavia variazioni di profondità dei pozzi suggeriscono che l'arco avesse un disegno complesso - con ogni mese lunare potenzialmente diviso in tre periodi all'incirca di dieci giorni, simili a 'settimane' - che rappresentavano la luna crescente, la luna piena e la luna calante.
La fila di 12 pozzi principali, lunga 50 metri, era disposta come un arco rivolto verso un segno (incavo) a forma di V nell’orizzonte, da cui il sole sorge nel giorno di metà inverno. Ci sono 12,37 cicli lunari (mesi lunari) in un anno solare - e gli archeologi ritengono che ogni buca rappresentasse un mese particolare, con l'intero arco che rappresenta un anno.
Le 12 buche possono inoltre avere svolto un ruolo secondario, rappresentando i mesi lunari. Rispecchiando le fasi lunari, il crescere e il decrescere della luna che prende 29 giorni e mezzo, la successione di pozzi secondari, disposti in un arco poco profondo (forse simboleggiano il movimento della Luna nel cielo), inizia piccola e poco profonda a una estremità , cresce in diametro e profondità verso il centro dell'arco e poi decresce in formato all'altra estremità.
Nel suo ruolo di un calendario annuale (che copre 12 mesi - uno per ogni buca), un modello di buche con profondità alternate suggerisce che i mesi adiacenti possano essere stati accoppiati, in qualche modo, e potenzialmente riflette una sorta di dualismo sistema di credenze cosmologiche - conosciuto nella cultura etnografica e storica in molte parti del mondo, ma mai precedentemente rilevato archeologicamente sin dall'età della pietra.
Tenere traccia del tempo sarebbe stato di immensa utilità economica e spirituale per le comunità di cacciatori raccoglitori del Mesolitico. Il calendario li avrebbe aiutati a individuare il momento preciso in cui branchi di animali potevano disporsi a migrare o il momento più probabile in cui il salmone potesse cominciare a correre.
Ma i capi delle comunità dell’Età della Pietra - potenzialmente anche sciamani - possono inoltre aver usato il calendario per darsi l'apparenza di essere in grado di prevedere o controllare le stagioni o il comportamento della luna e del sole.
Il sito - a Warren Field, Crathes, Aberdeenshire - è stato scavato nel 2004 dal National Trust for Scotland, ma i dati sono stati analizzati in dettaglio solo nel corso degli ultimi sei mesi con il software appositamente scritto che ha permesso l'esplorazione interattiva del rapporto tra il 12 pozzi, la topografia locale ed i movimenti della luna e del sole.
L'analisi è stata effettuata da un team di specialisti guidato dal professor Vincent Gaffney dell'Università di Birmingham.
"La ricerca dimostra che la società dell’Età della Pietra, 10000 anni fa, era molto più sofisticata di quanto pensassimo in precedenza. Il sito ha implicazioni per la comprensione di come la società del Mesolitico si fosse sviluppata in termini economici, sociali e cosmologici", ha detto il professor Gaffney.
"L'evidenza suggerisce che la società di cacciatori-raccoglitori in Scozia aveva sia la necessità e la raffinatezza di tenere traccia del tempo attraverso gli anni, sia quella di correggere la deriva stagionale dell'anno lunare e che questo si è verificato quasi 5000 anni prima dei primi calendari formali conosciuti nel Vicino Oriente. In tal modo, questo illustra un passo importante verso la costruzione formale del tempo e quindi la storia stessa", ha detto.

Fonte: The Independent, 15/7/2013.


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