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di European Science Foundation
LA RICERCA DEGLI ANTENATI IN FONDO AL MARE


Un nuovo rapporto dell’European Marine Board raccomanda l'esplorazione di insediamenti dai nostri antenati abbandonati e sommersi dal mare.
Un gruppo specializzato di ricercatori europei sta studiando i resti di insediamenti umani preistorici che sono ora sommersi sotto i nostri mari costieri. Alcuni di questi siti sono sott’acqua da decine di migliaia di anni. Dalla progressiva scoperta e analisi di questi resti preistorici, un nuovo campo scientifico è emerso, combinando l'esperienza di molte discipline, tra cui l'archeologia, l'oceanografia e le geoscienze. Il nuovo campo si chiama Continental Shelf Prehistoric Research.
Questo campo di ricerca in rapida evoluzione è al centro di un nuovo documento dell’European Marine Board (EMB) intitolato 'Terra sotto le onde: paesaggi sommersi e cambiamenti nei livelli marini’. Il documento descrive come, durante le ere glaciali successive dell’ultimo milione di anni, il livello del mare è sceso, a volte fino a 120 m, e l'area esposta della piattaforma continentale ha incrementato sino al 40% la superficie dell’Europa; un terreno occupato da vegetazione, fauna e persone. Di conseguenza, molti dei resti e reperti della preistoria d'Europa sono ora sott'acqua. Considerando che pre-umani abitavano la costa del Mar Nero 1,8 milioni d’anni fa, la costa settentrionale della Spagna oltre 1 milione di anni fa e la costa della Gran Bretagna almeno 800 mila anni fa, la terra annegata comprende alcune delle prime rotte dall'Africa verso l'Europa, e le aree in cui le persone sopravvissero nel corso dei molteplici glaciazioni.
Più di 2.500 raggruppamenti sommersi con artefatti preistorici, di età compresa da 5.000 a 300.000 anni fa, sono stati trovati nelle acque costiere e dei bacini marittimi aperti in giro per l'Europa. Solo pochi sono stati correttamente mappati da subacquei, o valutati per la conservazione o scavo. Questi resti contengono informazioni sull’antica marineria, e le strutture sociali e le tecnologie di sfruttamento delle risorse costiere prima dell'introduzione dell'agricoltura circa 10.000 anni fa. Per capire come gli uomini preistorici hanno risposto ai cambiamenti del livello del mare, i ricercatori combinano esami di questi depositi con modelli paleoclimatici, ricostruzioni della calotta dei ghiacci e curve di livello del mare, e sofisticate tecniche di indagine e di scavo.
Il documento EMB riferisce che i resti preistorici nei fondali marini sono stati distrutti dall'erosione naturale e dal disturbo industriale. Il documento sottolinea che la preistoria sommersa d’Europa ha bisogno di essere studiata alla scala di ciascun bacino di mare, ed integrata a livello europeo, il che non può essere finanziato adeguatamente dalle sole università e agenzie nazionali. La conformità con la convenzione dell'UNESCO sul patrimonio culturale subacqueo, e altri trattati e direttive, può essere garantita solo attraverso la collaborazione e il finanziamento a livello europeo.
La comunità di ricerca attuale è scarsa e dispersa, e una nuova enfasi è necessaria per la formazione di archeologi marini nella Continental Shelf Prehistoric Research, promuovendo nel contempo la collaborazione con ingegneri, esperti del cambiamento climatico e modellisti numerici. Molti risultati iniziali sono stati ottenuti da operazioni industriali, il cui ruolo può essere rafforzato migliorando la collaborazione con le agenzie nazionali di beni culturali e il mondo accademico, sia per incoraggiare la segnalazione dei risultati sia per realizzare mappe, proteggere, e se del caso scavare materiali archeologici come le fondazioni di capanne , focolari, resti di cibo, scheletri, strumenti di selce, asce a forma di mano, e pagaie per canoe incorporati nei sedimenti sul fondo del mare.
Il gruppo di lavoro EMB, composto da esperti provenienti da 11 nazioni europee e presieduto dal Dr. Nicholas Flemming dell’UK National Oceanography Centre, ha presentato le proprie raccomandazioni, dopo discussioni su un periodo di 12 mesi. Il nuovo position paper fornisce una panoramica completa dei recenti progressi nello studio del nostro patrimonio culturale sommerso e definisce le domande chiave della ricerca e le priorità politiche necessarie per sostenere questa ricerca in futuro. Si tratta di una risorsa preziosa per i responsabili politici, finanziatori della ricerca e scienziati. Il professor Jan Mees, presidente del Marine Board europeo, spiega la sua importanza: "il nostro patrimonio culturale sommerso non è una risorsa rinnovabile, ma è un patrimonio culturale insostituibile unico che può fornire risposte a molte domande di ricerca sui nostri antenati preistorici, paesaggi e clima. "

Fonte: Science Daily, 6/10/2014.


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