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di Alberto Arecchi
CROLLO NEL CENTRO STORICO DI MOGADISCIO


11 novembre 2015 - Le forti piogge hanno causato il crollo di un antico palazzo di diversi piani nel quartiere storico di Hamarweyne. Fortunatamente non ci sono state vittime.


A differenza di altre città africane, Mogadiscio conservava un importante Centro Storico, costituito da due quartieri ben distinti tra loro: Hamarweyne e Shangaani (Scingàni), una delle testimonianze più interessanti della civiltà commerciale che fiori sulle coste dell’Oceano Indiano, prima dell’arrivo della gente somala.
La case antiche sono costruite con blocchi di calcare fossile, proveniente da antiche scogliere coralline della zona, sabbia e calce come legante.
Le “case in muratura” (in somalo Sarta o Daar, con un termine di derivazione araba) sono edifici a molti piani, costruiti con pietra corallina e intonacati con calce bianca, che si collegano alla tradizione dei centri storici (Stonetown) delle città swahili. Il sapiente uso dei materiali locali ha offerto alcune splendide pagine di architettura, sia nelle case civili, sia negli edifici religiosi, che purtroppo vengono talvolta ampliati e rinnovati, con buone intenzioni, ma con nessun rispetto per le architetture storiche. Inoltre, come la gente, anche i centri storici e le rovine archeologiche hanno subito i danni di una lunga incuria e dei combattimenti della lunga guerra civile.


Antiche tradizioni si ritrovano nelle tipologie edilizie della vecchia Mogadiscio. È frequente, nella città storica, l’uso di un elemento architettonico d’origine funzionale, derivato dalle costruzioni di certi Paesi arabi. Si può vedere in queste case un avancorpo che inquadra un vano d’ingresso tra due muri laterali, mentre al piano superiore è costituito dal volume pieno di una camera: quasi una torretta d’ingresso. E’ un uso costruttivo che sembra provenire dalla costa occidentale del Golfo Persico, dove gli è attribuita la funzione di ridurre l’umidità dell’aria marina. In periodi di monsone nascono in quel vano aperto, di fronte all’ingresso della casa, mulinelli d’aria che fanno depositare l’umidità e la salsedine. Questo motivo architettonico, nato probabilmente nelle isole Bahrein, si ritrovava anche in qualche casa antica nei dintorni di Bagdad. A Mogadiscio esso è sopravvissuto alle ragioni che l’hanno creato, anche perché questa usanza permetteva di ricavare una stanza in più, in aggetto sul suolo pubblico, e migliora lo sfruttamento delle aree edificabili.


Il Centro Storico di Mogadiscio costituisce una delle testimonianze storiche più importanti lungo la costa dell'Africa Orientale, insieme alla Stonetown dell'Isola di Zanzibar. Stonetown è protetta e classificata come Patrimonio dell'Umanità, mentre il centro di Mogadiscio, generalemte misconosciuto, è stato gravemente danneggiato dalla guerra civile negli anni 1991-92: il quartiere di Shangaani è ormai quasi interamente distrutto e quello di Hamarweyne necessita di urgenti lavori di consolidamento e restauro.


foto: Nurudin Hagi.


I ritardi e il quasi totale disinteresse nei riguardi dei problemi della conservazione del patrimonio architettonico rischiano ora di privare Mogadiscio e l’Africa delle ultime testimonianze viventi della sua civiltà.

Notizia e foto: Markacadeey, 11 novembre 2015.


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