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di Popular Archaeology
UNA ANTICA LAPIDE DEDICATORIA ETRUSCA


Primavera 2016, Cover Stories, Daily News

Un testo in lingua perduta può rivelare un dio o una dea venerata dagli Etruschi in un tempio antico.

Un raro manufatto religioso è stato ritrovato nel sito di un antico tempio in Italia.

Southern Methodist University - Archeologi operanti in Italia hanno scoperto quello che potrebbe essere un raro testo sacro in lingua etrusca, che potrebbe fornire importanti dettagli sul culto etrusco di un dio o una dea.
Il lungo testo è inciso su una grande lastra di pietra d’arenaria del secolo VI a.C., che è stata scoperta presso un tempio etrusco.
Il ritrovamento di un nuovo manufatto religioso è raro. La maggior parte delle scoperte di manufatti etruschi riguarda in genere oggetti funebri.
"Questo era probabilmente un testo sacro, e sarà importante per dirci di più circa il sistema di credenze antiche di una cultura perduta, che è stata fondamentale per le tradizioni occidentali", ha detto l’archeologo Gregory Warden, condirettore e ricercatore principale del Progetto Archeologico della valle del Mugello, che ha fatto la scoperta.
La lastra, del peso di circa 240 chili e circa un metro di altezza per più di 60 cm di larghezza, ha almeno 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura, ha detto Warden, professore emerito presso la Southern Methodist University, Dallas, sponsor principale del progetto.
Gli studiosi operanti sul campo prevedono che la stele fornirà parecchie nuove conoscenze sulla cultura perduta degli Etruschi. La civiltà etrusca una volta governava Roma e ha influenzato romani su tutto, dalla religione al governo, all’arte, all’architettura.
Considerati uno dei popoli più religiosi del mondo antico, gli Etruschi avevano tutta la loro vita permeata dalla religione, e i magistrati al potere esercitavano anche una autorità religiosa.
La lastra è stata scoperta incastonato nelle fondamenta di un tempio monumentale, dove era rimasta sepolta per più di 2500 anni. Un tempo sarebbe stata mostrata come un simbolo imponente e monumentale di autorità, Warden ha detto.
Lo scavo nella valle del Mugello, in particolare nel sito di Poggio Colla, è a nord est di Firenze, Italia. La lastra sarebbe stata collegata ai primi anni di vita sacra del santuario. L’architettura era allora caratterizzata da strutture ovali a graticcio risalenti a un gran tempio con un imponente podio in pietra e grandi basi di colonne in pietra del tipo dorico tuscanico, cinque delle quali sono state trovate nel sito, Warden ha detto.
"Speriamo di fare progressi nella lingua etrusca", ha detto Warden, presidente e professore di archeologia presso l’Università Franklin in Svizzera. "Iscrizioni lunghe sono rare, specialmente una così lunga, quindi ci saranno nuove parole che non abbiamo mai visto prima, dal momento che non è un testo funerario".
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La stele etrusca è stata scoperta incastonata nelle fondamenta di un tempio monumentale, dove era stata sepolta per più di 2500 anni. Credit: Mugello Valley Project
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La lastra, del peso di circa 240 chili e un metro di altezza da più di 60 cm di larghezza, ha almeno 70 lettere leggibili e segni di punteggiatura, probabilmente con nuove parole mai viste prima.
Credit: Mugello Valley Project.

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La conservazione e lo studio della stele, con la completa fotogrammetria e scansione laser per documentare tutti gli aspetti del processo di conservazione e tutti i dettagli delle superfici incise, è in corso nei prossimi mesi presso i laboratori di conservazione della Soprintendenza Archeologica della Toscana a Firenze, da parte di esperti del dipartimento di architettura dell’Università degli Studi di Firenze. L’arenaria, probabilmente di origine locale, è fortemente abrasa e scheggiata, con un lato arrossato, possibilmente a causa di un incendio subito nell’antichità. La pulizia permetterà agli studiosi di leggere l’iscrizione.
"Sappiamo come funziona la grammatica etrusca, che cosa è un verbo, che cosa è un oggetto, alcune delle parole", ha detto Warden. "Ma speriamo che questa iscrizione rivelerà il nome del dio o della dea che era venerato/a in questo sito". Il testo sarà studiato e pubblicato da un noto esperto di lingua etrusca, Rex Wallace, professore di Studi Classici presso l’Università del Massachusetts Amherst.
In due decenni di scavo, il Progetto Archeologico Valle del Mugello ha portato alla luce oggetti di culto etruschi, credenze, regali per le divinità, e scoperte legate alla vita quotidiana di persone appartenenti alle élite e non, tra cui atelier artigianali, fornaci, ceramiche e case. Questa ricchezza di materiale aiuta a documentare l’attività rituale dal secolo VII a.C. al II secolo, includendo gioielli in oro, monete, la prima scena di parto nell’arte europea occidentale, e, nelle ultime due stagioni, quattro bronzetti del VI secolo. Sarebbe una scoperta rara per identificare il dio etrusco o la dea a cui era dedicato il santuario.
"A parte il famoso santuario a mare a Pyrgi, con le sue placche d’oro con iscrizioni, pochissimi santuari etruschi possono essere così precisamente identificati", ha detto Turfa. "Uno studio dei nomi degli offerenti potrebbe offrire ricchi dati su una società potente dove la nobiltà, popolani e persino schiavi liberati potevano offrire voti pubblici e regali".
Gli Etruschi erano un popolo molto colto, ma molto poco della loro scrittura si è conservato, per lo più solo brevi iscrizioni funerarie con nomi e titoli, ha detto l’archeologa Ingrid Edlund-Berry, professoressa emerita presso l’Università del Texas a Austin.
"Quindi qualsiasi testo, specie uno più lungo, è una eccitante aggiunta alla nostra conoscenza", ha detto Edlund-Berry, esperta di civiltà etrusca. "E’ molto interessante il fatto che la stele è stata trovata tra le mura degli edifici sul sito, suggerendo così che è stata riutilizzata, e che rappresenta una prima fase di culto presso il sito."
Il sito Poggio Colla si trova nell’Etruria settentrionale. La maggior parte delle iscrizioni note sono provenute dai centri più a sud, Edlund-Berry ha detto.

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La stele è stata ufficialmente segnalata nel corso di una mostra scientifica della Soprintendenza Archeologica della Toscana a partire dal 19 marzo "L’ombra degli Etruschi", a Prato, Italia.
Oltre all’SMU, altre istituzioni che collaborano al Progetto Archeologico della Valle del Mugello: Franklin and Marshall College, University of Pennsylvania Museum of Archaeology, il Centro per lo Studio dell’Italia Antica presso l’Università del Texas a Austin, The Open University (UK), e l’Università Franklin della Svizzera.

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Fonte: Popular Archaeology, 30 marzo 2016.


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