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di Alberto Arecchi
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L’agente edile del Comune di Certosa di Pavia, durante un sopralluogo, ha casualmente identificato in fondo al viale del Monumento un’enorme costruzione abusiva, che risulta edificata in assenza di concessione edilizia; è stata inoltrata ai proprietari comunicazione di accertamento per abuso edilizio.

Il geometra che svolge le funzioni di esperto ambientale in seno alla commissione edilizia, di fronte alla richiesta di sanatoria, ha negato la necessaria autorizzazione paesaggistica, perché le altezze di alcune parti dell’edificio risultano decisamente superiori alle massime consentite per quella zona. La costruzione è infatti coronata da un alto tiburio e da diverse guglie, tutte difformi rispetto ai caratteri generali dell’edilizia locale (improntati allo stile della “cascina lombarda”).

Di fronte a tali contestazioni, il Comune ha emanato ordinanza di demolizione delle opere abusive.

Inoltre, dopo un’idonea ricerca catastale, è stato evidenziato il fatto che le stesse opere abusive sorgono su area pubblica, di proprietà demaniale, e addirittura in adiacenza ad una stazione dei Carabinieri.



Dal rapporto steso dall’agente edile risulta che: “Il vasto complesso abusivo comprende alcuni cortili condominiali a più piani e un grande compound di villette unifamiliari, per n. 21 unità, tutte disposte intorno ad una vasta corte comune. Le villette appaiono disabitate, ma non si può escludere che di esse si sia svolto un mercato illegale, offrendole come mini-alloggi agli studenti”.

Dopo una lunga istruttoria, finalmente la Commissione Edilizia ha stabilito che si possa concedere una licenza edilizia in sanatoria, a condizione che “…vengano demolite tutte le parti che superano i m 10,55 d’altezza rispetto al piano di campagna, che vengano soppressi gli archi acuti al di sopra di certe finestre e che tutte le ornamentazioni esterne – improntate ad esagerata ridondanza - siano ricondotte alla sobria modestia ed all’uniformità stilistica che caratterizzano tutti gli edifici rurali della campagna lombarda”.

Così iniziò, il 12 gennaio del 2008, la radicale “messa a norma” del complesso che un tempo era noto col nome di “Certosa di Pavia”. Subito dopo, in base alla nuova legge che prende il nome del Ministro a vita dell’Economia Nazionale, il complesso edilizio fu lottizzato e venduto al miglior offerente, esercitando il diritto al “silenzio – assenso”, poiché erano trascorse 14 ore e 24 minuti senza che lo Stato esercitasse il diritto di prelazione.


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