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di Alberto Arecchi
ARCHITETTURE DI TERRA


In molte zone del mondo l'architettura di terra segna il paesaggio, come una vera testimonianza vivente di storia e di cultura.
Recentemente la terra ha conosciuto una nuova stagione di gloria come materiale "naturale" ed economico, dalle buone qualità d'isolamento termico. Se il nascere dello "stile sudano-saheliano" aveva suscitato, all'epoca coloniale, un interesse verso le forme della terra cruda, l'interesse recente per le tecnologie appropriate ha riscoperto la terra cruda e fa un uso sempre maggiore della terra "stabilizzata".
L'atto di costruire in terra racchiude una particolare magia, suscitata dal fatto stesso di plasmare l'elemento più essenziale e fecondo del nostro pianeta. Proprio questa fertilità del materiale sembra spesso generare in coloro che se ne servono un particolarissimo slancio creativo, che li porta ad indugiare nel piacere di modellare quella materia vivente, sino a far nascere dalle proprie mani morbide rotondità, dolci da accarezzare. La stessa architettura esprime così una profonda pulsione creativa e, al contempo, lo spettacolo di un piacere. Piacere dei sensi, che irradia lo spazio domestico e quello comunitario di una dimensione erotica, tanto intensamente vi si esprime la libertà di concepire forme nate dal ventre stesso della terra.

costruzione blocchi
La costruzione dei blocchi di terra cruda.


Nelle case di terra regna spesso una singolare armonia, dovuta all'uso di un unico materiale nonché alla qualità degli spazi e dei ritmi determinati dalle regole tradizionali di tale pratica architettonica. Da questi interni, modesti o sontuosi che siano, emana quasi sempre una conturbante spiritualità e una sensualità tonificante. Grazie al ricorso a un unico materiale nel trattamento di muri, volte, pilastri, sedili, camini e talvolta piani d'appoggio e "mobili" (o meglio: elementi fissi d'arredo), queste architetture d'interni divengono vere e proprie creazioni artistiche intimamente connesse a ritmi della vita quotidiana, sculture viventi abitate dagli uomini e da loro genio decorativo. Questa potenza creativa assume diversa natura nelle moschee, il cui spazio è trattato come una foresta di massicci pilastri che scandiscono l'area di preghiera e le conferiscono tutta la sua forza emozionale.

Ksar Marocco
Uno Ksar (q'sar) marocchino.


Oltre questi pregi di carattere spirituale, le architetture di terra posseggono anche notevoli qualità di benessere termico. Sono fresche d'estate e calde d'inverno. Gli spessi muri di terra costituiscono un'efficace protezione contro gli eccessi climatici esterni e contribuiscono a creare una regolazione termica naturale, che assicura un rilevante risparmio energetico. La nozione di benessere termico è prettamente psicologica e non quantificabile: rivela il carattere culturale del processo mentale che induce l'uomo moderno ad apprezzare la terra per le sue proprietà di comfort e di calore e per il suo carattere materno e rassicurante, ecologico e artistico. Altri (sovente i più poveri) tendono piuttosto a sentirvi il peso di un arcaismo, che percepiscono come ostacolo alle loro aspirazioni sociali al consumismo e all'ostentazione di immagini più materiali del "progresso" moderno.
Si conoscono almeno dodici modi d'impiego della terra per la costruzione. Sette di questi sono correntemente usati e costituiscono i modi principali.
Oggi le più utilizzate sono le tecniche dell'adobe, del pisé e dei blocchi compressi, oggetto di ricerche scientifiche e tecnologiche. Queste tre tecniche maggiori s'impongono anche a detrimento di altre, che vanno estinguendosi per i mutamenti delle strutture sociali e produttive.

Casamance
Interno di una casa in banco della Bassa Casamance (Senegal).


L'habitat di terra in Africa

Adobe (parola d'origine araba: el toub, adottata in spagnolo e trasmessa nelle Americhe ove è stata assimilata dalla lingua inglese) - il blocco di terra seccato al sole è comunemente noto sotto questo nome. I blocchi d'adobe sono sagomati e realizzati con una terra malleabile con l'aggiunta di paglia. All'origine, i blocchi erano formati a mano. Poi (ancor oggi) sono stati fabbricati manualmente con stampi di varie forme prismatiche, in legno o metallo. Attualmente, si usano anche delle macchine (trafilatrici e spesso presse).
Pisé: la terra viene compressa in massa con un pestello all'interno di casserature predisposte, strato per strato. Tradizionalmente tutti gli strumenti e i casseri sono di legno.
Terra-paglia: per questa tecnica, la terra utilizzata deve avere una buona coesione. Essa viene diluita in acqua sino ad ottenere una pasta fluida e omogenea, che viene versata sulla paglia, sino ad impregnarla tutta. Quando l'impasto secca, si ottiene un materiale la cui tessitura è data essenzialmente dalla paglia.
Torchis: una struttura di graticci lignei viene "intonacata" con uno o più strati di terra. Questa terra argillosa, rinforzata con paglia o altre fibre, costituisce le pareti degli edifici.
Façonnage: questa tecnica ancestrale è ancora frequentemente utilizzata. La terra viene lavorata allo stesso modo che si usa per fare della ceramica, senza attrezzi.
Blocchi compressi: a lungo sono stati fabbricati blocchi di terra con stampi, nei quali veniva compressa la terra con un pestello o con un coperchio molto pesante. Oggi il procedimento è stato meccanizzato e si usano presse di tutti i tipi.
Bauge: questo procedimento consiste nell'impilare palle di terra, le une sulle altre, ed a comprimerle leggermente con le mani o coi piedi, per espellerne una parte dell'acqua d'impasto, sino a confezionare muri monolitici. Di solito la terra è irrobustita con fibre di materiali diversi.

Agadès
Agadès2

La grande Moschea di Agadès, nel Niger.


La maggior parte degli edifici di terra cruda hanno solo il piano terreno. Tuttavia esistono diverse costruzioni in banco a più piani.
L'esempio più ardito di costruzione in banco è la torre della Grande Moschea d'Agadès, nel Niger, alta 27 m, completamente costruita in terra cruda, rinforzata e stabilizzata contro gli scorrimenti del materiale e contro i crolli grazie ad elementi orizzontali in tronchi di palma. Gli stessi, sporgenti dalle pareti esterne, costituiscono gli appoggi permanenti necessari per i periodici interventi di manutenzione.


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