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di Alberto Arecchi
I LONGOBARDI E PAVIA CAPITALE


Edito dall'associazione culturale Liutprand, è una nuova ed arricchita edizione di "Pavia e i Longobardi", mitica "opera prima" della collana.
Come presentazione del libro, ecco i due capitoli del libro, riportati come "occhielli" sui risvolti della copertina.


Mille e quattrocento anni fa, i re longobardi Agilulfo e Teodolinda (Agilulf e Theudelinda) distrussero gran parte della città di Ticinum - Papia, con il Palazzo reale costruito da Teodorico (Theuderic), per imporre il loro potere assoluto sulla corte dei duchi.

Diversi duchi longobardi non accettavano di buon grado il potere del nuovo re, che la tradizione vuole fosse stato scelto non da loro, ma dalla stessa regina, dopo che era rimasta vedova del primo marito Authari. La situazione era resa ancor più intricata da questioni religiose: la regina, con l'adesione alla corrente scismatica dei "Tre Capitoli", ostentava una radicale opposizione ed un totale disprezzo per le credenze ariane, diffuse nella corte e nel palazzo.
Diversi duchi si ribellarono, a più riprese: conosciamo i nomi di Mimulf, dell'isola di San Giuliano, Zangrulf, duca di Verona, Gaidulf di Bergamo, il pavese Warnecauti, il trevigiano Ulfari.

Sappiamo in particolare che Warnecauti, Zangrulf e Gaidulf tentarono un vero e proprio colpo di stato e si diressero al Palazzo reale, dopo essere entrati in Pavia per la porta di San Giovanni (quella da cui era entrato Alboin, poco più di trent'anni prima, nel prendere la città). Volevano catturare la coppia reale e assumerne i poteri. Il complotto fu scoperto in tempo e si scatenò una violenta battaglia fra guerrieri longobardi, all'interno della città. I capi della rivolta furono catturati e messi a morte. Da allora, Theudelinda prese a odiare Pavia e non volle mai più risiedervi, ma preferì ad essa Milano e Monza.

L'importanza di questa serie di fatti deriva dalle seguenti ragioni:

• per la prima volta, il potere dei re longobardi si contrapponeva frontalmente a quello dei duchi (Heritogo), dai quali essi stessi erano eletti;
• tale conflitto assumeva - almeno in parte - le caratteristiche di uno scontro religioso, tra la corte di osservanza cristiana ariana e la famiglia reale, che aveva abbracciato il cristianesimo ortodosso - cattolico;
• Pavia, sede principale del vescovo ariano e città privilegiata sin da un secolo prima, quando i Goti ne avevano fatto un'importante roccaforte, conosceva in tale circostanza non la violenza di un assedio contro la popolazione indifesa, ma una lotta fratricida tra i potenti Longobardi stessi, esponenti del gruppo dominante.

Il libro contiene tra l'altro: usi, costumi e leggi dei Longobardi, la serie dei re longobardi, un'accurata cronologia del periodo, una ricca bibliografia e una scheda riassuntiva in diverse lingue.

I Longobardi e Pavia capitale
di Alberto Arecchi
Ed. Liutprand, Pavia - 2001
128 pagine, 38 illustrazioni in bianco-nero e cartine e 16 pagine di illustrazioni interamente a colori. € 19,10


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