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di Amedeo Lugaro
U.F.O. A PAVIA



10 Luglio 1974: Gli UFO nel cielo del Vallone
12 Luglio 1974: La Provincia Pavese Anno 105 N.159 - Prima pagina
PAVIA - UFO nel cielo della città? L'altra sera, particolarmente nella zona del Vallone, assai numerosi sono stati gli avvistamenti di oggetti luminosi; un Vigile Urbano con la famiglia avrebbe anche inseguito uno dei "globi pulsanti", fino a restare atterrito da un improvviso "scoppio" di luce. Dell'episodio sono stati informati anche i carabinieri, che nel pomeriggio di ieri, hanno compiuto un sopralluogo sul campo dove sarebbe atterrato il misterioso oggetto volante. L'altra sera, verso le 23,30 il Vallone stava addormentandosi: sulle verande di alcune abitazioni, qualche famiglia indugiava a godere il fresco della sera. All'improvviso tre giovani, camminando lungo la strada, notavano nel cielo una strana luce, più grande di una stella, assai intensa, pulsante. La luce si avvicinava, ingrandendosi, passava sopra i tre giovani e scompariva alla loro vista, dietro un palazzo. Lo stesso avvistamento veniva fatto pure da numerose altre persone, dalle proprie abitazioni. In particolare un Vigile Urbano che era in compagnia della moglie, della figlia e di un'amica della figlia, seguiva il volo dello strano "oggetto" e lo vedeva andarsi a posare poco oltre il limitare del quartiere, in campo lungo, in Strada Paiola. Il Vigile caricava sull'auto la famiglia e si portava sul luogo dell'atterraggio. Buio assoluto. La luce pulsante era scomparsa. L'uomo stava già manovrando per tornare indietro, convinto di essere rimasto vittima di un'illusione ottica, quando il globo luminoso si riaccendeva repentinamente, cominciando a pulsare con violenza. Il Vigile, spaventato, si allontanava: telefonava immediatamente ai pompieri, poi correva alla caserma dei carabinieri a riferire l'episodio. I militi registravano le dichiarazioni di quattro testimoni, tutti concordi, e si portavano anch'essi sul posto. Della sfera luminosa nessuna traccia; ma il campo appariva bruciacchiato per un ampio tratto. Un contadino che abita nei pressi dichiarerà poi di essersi accorto che le stoppie avevano preso improvvisamente fuoco e di aver provveduto a spegnere le fiamme. Ieri dopo aver nuovamente sentito la versione dei quattro testimoni, che hanno pienamente confrermato quanto dichiarato nella notte, i carabinieri hanno compiuto un sopralluogo al campo: il terreno umido perché tenuto allagato fino all'altro giorno, appare bruciato superficialmente, in modo irregolare. Le stoppie incenerite, disegnano sul terreno tre strane strisce, che si dipartono da un nucleo centrale più devastato dalle fiamme. Nessuna reazione ufficiale c'è stata sull'episodio, ma i militi non hanno nascosto le loro perplessità.
Sembra che analoghi avvistamenti si siano già verificati nelle sere scorse, sempre nella zona del Vallone. E notizie di globi luminosi giungono anche da Corteolona. Per non parlare poi, dei casi segnalati, proprio negli ultimissimi giorni, con particolare intensità nell'Alessandrino. Si tratta veramente di UFO (oggetti volanti non identificati), magari di origine extraterrestre), o i fenomeni hanno altra spiegazione? Senza escludere la prima, più suggestiva ipotesi, c'è tutta una serie di possibili soluzioni da tenere presente. Da sempre, in estate, si avvistano gli UFO: effetti di inversione termica, particolarmente nelle prime ore notturne; condensazione di cariche elettriche nell'aria; scariche elettromagnetiche; magari anche particelle radioattive vaganti - in particolare dopo le recenti esplosioni nucleari, sono tutti elementi che possono concorrere a creare i fenomeni riscontrati. Ma sull'argomento, fino ad ora, non c'è nulla di certo; e se qualcuno vuol credere che i marziani ci stiano spiando è libero di farlo: in fondo è pure possibile.


13 Luglio 1974: La Provincia Pavese Anno 105 N.160 - Prima pagina



PAVIA - "Ma che dischi volanti o oggetti misteriosi, per me si tratta di fulmuni globulari... non c'è altra spiegazione". Distinto, sui 50 anni, l'aria da professore, discute con altri due signori; seduti a un tavolo del bar Demetrio, sorseggiano una bibita. Uno degli altri due taglia di netto il discorso e con aria di saperla lunga dice: "Non capisco come sia possibile dire che si tratta di questo o di quell'altro. Insomma, ci sono state persone che lo hanno visto questo oggetto o che so io. Poi non si tratta di un gruppo di persone isolate, ma di decine e decine di persone, quindi "qualcosa" è veramente successo, e senza dubbio si tratta di qualcosa di incredibile, di... insomma, che sfugge alle nostre conoscenze, alla nostra realtà di terrestri estremamente ignoranti quando abbiamo a che fare con qualcosa di cui non ne conosciamo bene l'identità". Quest'ultimo forse è il discorso più sensato. Ma sentiamo direttamente dai protagonisti che l'hanno veramente vissuta come e cosa è successo l'altra notte sul cielo del Vallone dalle ore 23 alle 23,45. Via Torino, qua e là balconi e finestre aperte per godere la frescura della sera. Sono le 22,50, tre amiche discutono delle solite cose: la scuola, le vacanze, ecc. Sono (useremo nomi fittizi). Claudia, 15 anni, Marina 18 anni e Carla di 17 anni, tutte residenti nel popoloso quartiere.
Ad un tratto, la loro attenzione viene attratta da un'oggetto dall'intensa luminosità: viene da direzione Nord, cioè da Milano e prosegue verso la direttiva San Pietro... si abbassa improvvisamente, passa ad una quarantina di metri dalle loro teste, ha l'aspetto di una mezza sfera, è leggermente inclinato, per cui le tre ragazze, anche se per pochi attimi, distinguono delle lucine colorate, il cui disegno geometrico ha l'aspetto di una parabola, non emette alcun suono, prosegue per pochi secondi poi scompare dietro un palazzo, verso l'aperta campagna. Le ragazze rimangono incredule, per lunghi minuti non pronunciano parola, poi ecco esplodere la loro incredulità, la loro paura, che le porta per una decina di minuti a discutere sull'eccezionale avvenimento. Poi il terzetto si divide. Claudia rientra a casa e, ancora sconvolta per l'avventura capitatale, racconta quasi balbettando l'avvenimento di cui era stata protagonista una ventina di minuti prima. Intanto sul terrazzo di casa, si trovano il fratello (che chiameremo Enrico), la mamma e il padre. "Ero seduto davanti al televisore dove stavo seguendo le ultime fasi di "Giochi senza frontiere" alla TV svizzera; mia sorella in quel mentre, entrava trafelata raccontandomi della sua strana avventura. Lei diceva subito di aver visto un disco volante e che le era passato sopra la testa. La serata era poco chiara, ma dalla mia abitazione la visibilità in direzione della campagna antistante è abbastanza buona. Ci affacciamo sul balcone, ci stiamo tutti, quando la nostra attenzione viene attratta da un globo luminosoche lentamente scende e si posa in aperta campagna, saranno 800 metri, un chilometro circa. La luminosità va dal rosso all'arancione, è una luce pulsante, il cui ritmo è preciso e cronometrico, una intermittenza che non lascia dubbi, anche la luminosità mantiene sempre le stesse gradazioni di colore. Quel globo, quella cosa, la vediamo tutti. Scorgo anche altre famiglie da un palazzo in via Bergamo, che guardano nella stessa direzione, mi consola, ora che la vicenda è venuta fuori in tutta la sua pienezza, che l'anno visto altre persone, interi gruppi di famiglie della zona". Il fratello, spinto dalla curiosità e da un impulso che è difficile da spiegare, invitala sorella ad andare con lui per vedere da vicino quella cosa così intensamente luminosa. La madre però, forse seguendo l'istinto di protezione, dice loro che se la portino dietro perché non vuole che vadano da soli. Resta in casa solo il padre. I tre salgono in macchina e si dirigono sul posto. Enrico aveva calcolato pressapoco la distanza e quindi il luogo. Percorre via Bergamo, via Solferino e quindi si immette sulla statale per Lodi. Segue il bagliore tremulo e pulsante della luminosità che gli fa da guida. Cerca una stradina per immettersi in campagna, quando la trova (quella in terra battuta che porta alla cascina Maestà) non si ferma in tempo e per non fare inversione di marcia si porta all'incrocio della circonvalazione e quindi inverte la direzione e torna indietro. Percorre la stradina che porta alla cascina Maestà e si dirige in direzione della luminosità; attraversa un tratto coperto dai due lati da un caseggiato e quando sbuca sul posto non trova nessuna lece. Buio completo. Eppure non si era sbagliato, quella luce l'avevano vista tutti. Sta per girare l'auto, quando improvvisamente sua madre urla, anche la sorela, spaventata lo chiama. Enrico si volta e vede questo oggetto, dai contorni non delineati ma piuttosto evanescenti che emette una luce sfumata nei contorni, mentre da una parte esce un fascio di luce intensa. Parte e si dirige alla caerma dei carabinieri, dove racconta la propria avventura. Immediatamente un ufficiale, dopo aver ascoltato il racconto di tutti e tre i protagonisti, fa convergere sul posto indicato alcune Gazzelle.
Il posto è raggiunto, lo spiazzo dove era stato visto posarsi l'oggetto luminoso è bruciacchiato, non si tratta di bruciature da fiamma, ma da calore intenso; infatti è carbonizzata solo la parte superiore. Quello che lascia perplessi i Militi dell'Arma è la la mancanza del tipico odore di fieno bruciato. Un sopralluogo effettuato il giorno seguente, lascia ancora più perplessi i carabinieri. Il campo di grano è bruciato in maniera quasi geometrica; un nucleo centrale, fortemente carbonizzato e quindi delle diramazioni ben delineate che partono da questo nucleo centrale si dirigono verso l'interno per alcuni metri; si tratta di una vera e propria bruciatura geometrica. Di fronte c'è una cabina dell'alta tensione. Nella vicina cascina però, nessuno ha sentito e visto niente di anormale, solo i cani hanno abbaiato più del solito Intanto, a conferma dell'avvistamento fatto da Enrico e la sua famiglia, decine e decine di altre persone, hanno visto l'oggetto luminoso solcare il cielo sopra il Vallone. E' chiaro che parlare di allucinazione collettiva non sembra proprio il caso, qualcosa di straordinario è successo, e molte cose, sulla vicenda, hanno anche un senso logico, come ad esempio il fatto che l'oggetto non identificato non ha proseguito nella sua direzione (avrebbe attraversato la città) e che invece appena giunto sopra le prime case del Vallone abbia deviato verso l'aperta campagna.


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