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di Alberto Arecchi
IL PATRIMONIO STORICO DI PAVIA MINACCIATO


Dov’è finita la rossa Pavia, antica capitale del Regno Italico e sede della più prestigiosa Università lombarda? Da tempo gli abitanti ed i turisti si lamentano della sporcizia, delle scritte che imbrattano i muri del Centro Storico.


Nel giro degli ultimi mesi, poi, si sono levati allarmi che fanno tremare per il futuro del patrimonio storico. S’innalzano condomini in aree verdi, mai toccate sino ad ora, nella valle della Vernavola, e in via Indipendenza, a ridosso dei bastioni del Cinquecento.
Diverse decine di cittadini hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica, per denunciare i restauri sbagliati del Broletto, antico palazzo municipale, deturpato da croste di cemento, graffiate con mano incerta e dipinte in color rosa-cipria.

Il patrimonio storico delle chiese monumentali è minacciato: auto parcheggiate fin contro l’abside di San Michele (sec. XII), ed un’enorme canna fumaria di rame che si erge a tre metri dalla tenera arenaria della Basilica romanica.



Ottocento firme sono state raccolte contro la realizzazione d’un parcheggio sotterraneo, sotto la chiesa romanica di San Primo, dove si suppone che sorgesse l’Anfiteatro di re Teodorico. Un accordo tra la Curia e la Soprintendenza rischia di aprire la via ad una speculazione che – lungi dall’alleggerire il traffico urbano – servirebbe a vendere box per auto a chi non ha il garage. In cambio, i bambini dell’oratorio dovrebbero giocare su un campetto realizzato sul tetto del garage.
La chiesa di San Marino, di origini longobardiche, è chiusa da quasi vent’anni. La sola ragione che l’ha fatta chiudere era la mancanza di sacristi. Il Comune, che ne è proprietario, la voleva trasformare in mostra antiquaria, mentre la Curia la chiedeva restaurata e riaperta (la chiesa è tuttora consacrata). I progetti di restauro, però, sono introvabili e la chiesa minaccia rovina. A breve distanza, la Curia sta alienando all’Istituto di Studi superiori antisismici (dell’Università) la chiesa barocca dei Santi Giacomo e Filippo, costruita nel 1626.


Il Tribunale di Pavia ha cominciato a realizzare una nuova sede al posto di quella vecchia. Ma quella “vecchia”, in parte demolita nell’arco di mezza giornata di lavori, era il convento-orfanotrofio della Colombina, costruito dai Padri Somaschi nel 1765, con ampie volte.
Viene da pensare a quando, quarant’anni fa, Camilla Cederna realizzò il famoso servizio sul “Sacco di Pavia”.

Articolo su "Il Giorno" del 6 agosto 2005


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