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Ultima pubblicazione
Collana: Storia Pavese
Pagine: 142
Illustrazioni: a colori
Prezzo: € 15,00

ISBN: 9788869631511
Formato: cm 15 x 21
Diffusione: Elison Publishing



IL SANTUARIO DEI RE ITALICI. San Michele Maggiore di Pavia
di Alberto Arecchi
Collana: Storia Pavese
Pagine: 142
Illustrazioni: a colori
Prezzo: € 15,00
Anno: 2017

EAN: 9788869631511
Formato: cm 15 x 21
Descrizione:
San Michele Maggiore appare come un unicum, come un edificio sacro d’importanza molto rilevante, che non gli derivava né dall’essere abbazia, né dall’essere cattedrale, bensì dall’essere il luogo di incoronazione dei re italici. Qui i re venivano incoronati, qui si svolgevano i matrimoni e i funerali dei potenti. Chi, quando e con quali mezzi, avrebbe potuto pensare a finanziare e realizzare un tale monumento che richiedeva la mobilitazione di ingenti risorse e capacità intellettuali, artistiche materiali e finanziarie? La risposta a tale domanda ci conduce al Regno Italico (781-1024 d.C.). Lo storico Giuseppe Robolini propose, due secoli fa, che la ricostruzione del San Michele avvenisse interamente sotto il vescovato di Liutfredo o Litifredo II (quindi tra il 943 e il 970). Quel vescovo “dovette avere grande influenza nelle deliberazioni di Corte e di Stato”. Dal San Michele di Pavia trassero ispirazione gli Abati benedettini di Cluny, per fondare una nuova architettura. In quegli anni, il rinnovato ordine benedettino attuava in Pavia un ampio programma edificatorio: il monastero di Santa Maria (fondata da San Maiolo e in seguito a lui stesso dedicata), la ricostruzione di San Pietro in Ciel d’Oro, già edificata dal re longobardo Liutprando, e dell’Abbazia del Santo Salvatore, voluta nel 971 da Adelaide. Tutte queste considerazioni c’indirizzano a datare l’architettura del San Michele attuale a tale periodo. Tanto più che bisogna escludere un’integrale ricostruzione della basilica in pietra (è l’unica chiesa medievale di Pavia costruita con l’uso quasi esclusivo, all’esterno, di materiale lapideo) in un altro periodo storico, meno che meno in un sec. XII quando le incoronazioni regali non si svolgevano più. La leggenda d’un terribile terremoto, che avrebbe distrutto tutto, ha spinto gran parte degli studiosi e commentatori dell’ultimo secolo a datare la Basilica San Michele ad un’epoca “impossibile”: un ricco sacrario per incoronare i re, quando il regno non esisteva più!

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