Liutprand - Associazione Culturale

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L'Associazione culturale Liutprand

Nata nel 1994 per studiare, diffondere, promuovere la conoscenza della storia, la cultura e le tradizioni della città di Pavia - antica capitale dei Longobardi e del Regno Italico -  e del suo territorio, ha al proprio attivo un ricco patrimonio editoriale e diversi interventi, presenze sul territorio, partecipazioni a convegni, conferenze presso circoli e biblioteche.

I libri Liutprand si possono ordinare al nostro indirizzo e-mail, per riceverli tramite la posta.

In questo sito troverete il catalogo completo e aggiornato dei nostri libri. Vi invitiamo a visitare tutte le sezioni del sito, con gli articoli su Pavia e gli articoli sul mondo (in varie lingue).

Per ulteriori informazioni, potete scrivere un messaggio a: liutprand@iol.it.
 
Pubblicazione in evidenza
Collana: Altri temi
Pagine: 188
Illustrazioni: b/n
Prezzo: € 15,50

ISBN: 9788887231939
Formato: 14 x 21
Diffusione: Liutprand-Mimesis

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Perché Liutprand?

Liutprand (Leut-prand) significa "la spada della gente". Fu il nome del più grande re dei longobardi, saggio legislatore, che riformò la legislazione di Rothari.

Egli conquistò ai bizantini molte terre della Romagna, impose la propria autorità regale ai duchi di Spoleto e Benevento.
Dopo avere attaccato Roma, Liutprand donò al Papa il fondo di Sutri (727-728), conquistato ai bizantini, e strinse col papato un patto ventennale di non aggressione. Con Sutri ebbe inizio la sovranità temporale dei Papi.
Si diffondeva in quel periodo la pratica dei pellegrinaggi diretti a Roma, alla tomba di San Pietro, oppure in Palestina. I mori occupavano la Spagna, ma furono fermati nel 732 a Poitiers (Pictavis) da Carlo Martello.

I musulmani assediavano anche Costantinopoli e la Sardegna. Liutprand pagò una forte somma per prendere in Sardegna le ossa di Sant'Agostino e le portò a Pavia, nella Basilica di San Pietro in Ciel d’oro, dopo aver sostato nella chiesa di San Pietro a Casei Gerola.

Nel 735 i Mori occupavano le principali città della Provenza: Narbona, Arles, Avignone erano nelle loro mani. Carlo Martello cercò aiuto presso gli altri re di stirpe germanica, che si unirono per scacciare l'invasore. Contro l'emiro di Cordoba si schierò un unico fronte di popoli germanici alleati, composto da Franchi, Longobardi, Burgundi, Bavari, Turingi e Visigoti.

Lo scontro decisivo ebbe luogo nel 738, nelle pianure intorno ad Arles. La battaglia ebbe inizio al sorgere del sole e si protrasse con indicibile violenza, per tutto il giorno. Terribili furono gli assalti sferrati alle linee occidentali dalla cavalleria saracena, ma altrettanto salda e “simile ai ghiacchai alpini” fu la loro resistenza. Nell’aria volavano a migliaia le micidiali franciscae, asce da lancio franche, mentre i Germani assumevano Ia caratteristica formazione a cuneo. Al tramonto i nemici erano completamente battuti ed i vincitori potevano rallegrarsi del bottino conquistato. I Longobardi inseguirono gli Arabi e liberarono le città di Arles e di Avignone.

Liutprand fondò molte chiese, tra le quali San Pietro in ciel d'oro, Sant'Anastasio a Corteolona e una dedicata al San Salvatore, all'interno della reggia. Egli regnò in Pavia per 31 anni e 7 mesi (712-744): il più lungo regno di tutto il periodo longobardo. Mille anni dopo, in alcune città italiane si usava ancora l'unità di misura del suo piede.


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